Distributore Parco: motoseghe ferme per almeno 45 giorni

E' l'effetto di un'ordinanza del sindaco di Monza che ha riscontrato irregolarità nei permessi. "Manca la licenza di costruire da parte dell'Ufficio Tecnico"

Il progetto del distributore

Motoseghe ferme per almeno 45 giorni. L'effetto dell'ordinanza emessa dal Comune di Monza è immediato. "Il provvedimento è stato preso perché manca la licenza di costruzione dell'ufficio tecnico" afferma Michele Faglia, architetto, il primo a presentare un esposto in Procura per fermare i lavori assieme ad Alfredo Viganò. Secondo Faglia, le irregolarità non finiscono qui: "I lavori sono cominciati, per modo di dire,  un giorno dopo la scadenza dell'unica autorizzazione disponibile, quella amministrativa, che decadeva il 26 aprile. Inoltre, in base a una sentenza della Corte Costituzionale, non si può definire quanto operato quel giorno un vero e proprio inizio: era piuttosto uno scavetto di pochi centimetri".

Quello che invece è reale è il taglio di 15 alberi di alto fusto operato ieri, contro cui ieri anche  Maurizio Brioschi e Unione Italiana  hanno inscenato una colorita protesta.  "Per 45 giorni i lavori saranno fermi, salvo i provvedimenti di legge. E a questo punto, se venisse accertato che i permessi non c'erano,  potrebbero esserci conseguenze penali, oltre all'obbligo di  ripristino dell'area con piante ad alto fusto che andrebbero ripiantumate". 

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Intanto il sindaco di Biassono Pietro Malegori ha convocato un tavolo per giovedì 10 maggio alle 21 nella Sala Civica. Parteciperanno gli amministratori, i comitati, le associazioni e i cittadini interessati. "Ci sarà anche il presidente della Provincia Dario Allevi" conferma Malegori, "con cui ci siamo sentiti più volte in giornata". Sfumata per il momento l'idea di Malegori della zona a traffico limitato di fronte all'ingresso del Parco: una riunione  tecnica ha archiviato la possibilità. Salvo quindi l'accesso per gli appassionati delle due ruote  in città per il Mondiale di Superbike.

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