"Via le urne dalle scuole: trasformate oratori e centri civici in seggi"

La proposta arriva dalla consigliera comunale di Monza Francesca Pontani. L'invito a convertire spazi pubblici e privati in seggi, garantendo così ai bambini e ai ragazzi di non dover nuovamente interrompere l'attività scolastica

“Invece di votare nelle scuole, trasformate i centri civici, gli oratori e le biblioteche in seggi”. La proposta arriva dalla consigliera comunale di Monza Francesca Pontani (Italia Viva) che lunedì presenterà in consiglio comunale un’interrogazione in merito sottoscritta anche da +Europa e Azione Monza.

“Non c’è alcuna intenzione polemica, ma semplicemente la volontà politica di proporre un progetto che anche in futuro potrà essere adottato” precisa la consigliera d’opposizione.

Per questa tornata elettorale del referendum del prossimo 20 e 21 settembre ormai è troppo tardi con scuole, riaperte da una settimana secondo tutti i protocolli Covid, che richiuderanno per qualche giorno per dare spazio agli elettori.

“A Monza ci sono diversi luoghi nei quartieri che potrebbero ospitare i seggi, garantendo ai bambini e ai ragazzi la possibilità di continuare ad andare a scuola – precisa Pontani -. Per esempio l’oratorio di San Gerardo o altre parrocchie dotate di ampie aule, o i centri civici dove non mancano le aule. Se per questa volta non siamo in tempo per adottare questa prassi, iniziamo a pensarci seriamente per le prossime elezioni”.

Anche dal Governo e dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è partito l’invito ai Comuni di individuare spazi alternativi per le votazioni non interrompendo così l’anno scolastico che inizierà il prossimo 14 settembre, dopo un lunghissimo lockdown e lezioni a distanza.

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“Si potrebbe fare come a Bergamo – conclude Pontani -. Sottoscrivendo accordi con le parrocchie per votare in oratorio invece che a scuola, così non si perderebbero le lezioni ed avremo sedi diffuse in ogni quartiere”.

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