Tre operai morti alla Lamina: uccisi dal gas mentre pulivano un forno

Al San Gerardo è deceduto Arrigo Barbieri, 57 anni. Altri due uomini invece sono morti a Milano. In ospedale anche il fratello di Arrigo, Giancarlo Barbieri

Arrigo Barbieri e i soccorsi alla Lamina (Foto Bennati/MonzaToday)

Tre operai morti e altri tre uomini intossicati, di cui uno in condizioni gravissime. Martedì pomeriggio alla Lamina Spa di Milano, un'azienda che si occupa di lavorazione di metalli situata in via Rho, quella che sembrava una normale giornata di lavoro scandita dalle operazioni di sempre, si è trasformata in una tragedia. E il forno nel quale gli operai erano scesi per un'operazione di routine è diventato una trappola velenosa senza via d'uscita.

Morto a Monza Arrigo Barbieri, gravissimo il fratello

Tra i tre operai che hanno perso la vita nell'incidente c'è anche Arrigo Barbieri, 57 anni, nato a Monza e deceduto all'ospedale San Gerardo dopo un trasferimento d'urgenza in ambulanza. Purtroppo per Arrigo, responsabile di produziona alla Lamina Spa, cresciuto a Muggiò, nel quartiere Taccona e trasferitosi poi a Busto Arsizio, i medici non hanno potuto fare molto. Il decesso è avvenuto pochi minuti dopo le 18 dopo essere rimasto quaranta minuti con il cuore in extrasistole. In condizioni disperate, all'ospedale San Raffaele di Milano, è ricoverato il fratello Giancarlo Barbieri, 61 anni. Entrambi erano cresciuti alla Lamina Spa dove avevano iniziato a lavorare da giovani. E Giancarlo, il primo a correre in aiuto del fratello Arrigo rimasto privo di sensi nel forno, dopo anno di lavoro in quella fabbrica che considerava la sua seconda "casa", era arrivato alla soglia della pensione. 

Incidente sul lavoro: morti tre operai

Il dramma si è consumato poco dopo le 17 in una buca scavata a due metri di profondità nel terreno per fare spazio a un forno. Lì hanno trovato la morte Marco Santamaria, quarantadue anni, nato a Monza, Giuseppe Setzu - quarantotto anni - e Arrigo Barbieri, nato a Monza cinquantasette anni fa ma residente da tempo a Busto Arsizio con la famiglia. Suo fratello Giancarlo, nato a Muggiò, è ricoverato al San Raffaele in condizioni disperate dopo essere stato soccorso in arresto cardiocircolatorio dai medici del 118. Meglio è invece andata a Alfonso Giocondo, quarantasette anni, e Giampiero Costantino, quarantaquattro, che sono stati trasportati alla clinica Città Studi in codice giallo e fuori pericolo di vita. 

Tra i feriti c'è anche un capo squadra dei vigili del fuoco, tra i primi giunti a prestare soccorso. Il pompiere, lievemente intossicato, è stato trasportato in codice giallo al Niguarda per accertamenti: le sue condizioni, comunque, non destano preoccupazione.

Forse intossicati dall'azoto

I sei operai, hanno accertato i carabinieri del comando provinciale di Milano, sono rimasti intossicati durante alcune operazioni di pulizia di un forno dell'azienda, usato proprio per fondere - a temperature altissime - i metalli. Nell'aria, i militari e i vigili del fuoco non hanno trovato monossido di carbonio ed è molto probabile che il "gas killer" sia stato l'azoto, spesso utilizzato nei processi di lavorazione metalmeccanici. 

La ricostruzione dell'incidente

Secondo le prime ricostruzioni, due operai - i primi a scendere nel fosso - avrebbero immediatamente perso i sensi. La stessa sorte, poco dopo, sarebbe toccata ai loro colleghi che avevano cercato di aiutarli. I soccorritori del 118 - arrivati sul posto con tredici mezzi - hanno infatti trovato i quattro operai svenuti e in arresto cardiaco. 

I primi a percorrere le scale che portano all'area del forno sarebbero stati Arrigo, responsabile della produzione, e Marco, elettricista di una ditta esterna, che avrebbe dovuto lavorare proprio sul forno che in giornata aveva avuto un guasto. Dopo pochi secondi, per l'aria satura di gas, i due sarebbero svenuti e il primo ad accorrere è stato Giancarlo, ormai prossimo alla pensione e fratello di Arrigo. L'uomo avrebbe immediatamente accusato un malore e a quel punto Alfonso e Giampiero - i due intossicati meno gravi - avrebbero cercato, inutilmente, di portarlo via dalla buca. 

L'ultimo a intervenire, mentre l'allarme era già scattato e gli altri operai si erano allontanati, sarebbe stato Giuseppe, che si sarebbe letteralmente lanciato in quel fosso dove poi ha trovato la morte. 

L'azienda, per permettere alle forze dell'ordine di effettuare tutti gli accertamenti del caso, è stata posta sotto sequestro e in via Rho sono arrivati anche il pm Gaetano Ruta e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che coordineranno l'indagine che dovrà accertare eventuali responsabilità di un incidente che è costato la vita a tre persone, morte durante il loro turno di lavoro. 

Il cordoglio del sindaco di Muggiò

"Esprimo a nome di tutta la comunità di Muggiò profondo cordoglio per la tragedia sul lavoro avvenuta ieri a Milano, presso la ditta Lamina, che ha coinvolto diversi operai, due dei quali nati nella nostra città. Vorrei che ci stringessimo idealmente intorno a Giancarlo Barbieri, che ancora in queste ore sta lottando fra la vita e la morte, con la speranza che possa tornare presto a casa sua, nella nostra città, mentre faccio le condoglianze alla famiglia di Arrigo Barbieri, che purtroppo non ce l'ha fatta e nella serata di ieri ci ha lasciati" ha reso noto con un intervento pubblico il sindaco di Muggiò Maria Fiorito. 

I commenti dopo la tragedia

Di fronte al dramma accaduto a Milano è intervenuto anche il ministro del lavoro, Giuliano Poletti: "è una tragedia terribile che non dovrebbe mai verificarsi. La legislazione italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata una buona legislazione e il sistema dei controlli interviene su 200mila imprese ogni anno. Serve, però - ha sottolineato -, anche un impegno permanente di tutti i soggetti interessati ed una peculiare attenzione da parte degli imprenditori".

"Terribile l'incidente sul lavoro di Milano. Un pensiero commosso alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie", è stato invece il commento del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. A lui, poco dopo, ha fatto eco il sindaco di Milano, Beppe Sala. "Il mio pensiero - ha scritto il primo cittadino su Facebook - va agli operai che hanno perso la vita mentre erano al lavoro e alle loro famiglie. Un abbraccio a chi sta lottando per farcela. Queste sono tragedie che non dovrebbero mai accadere".

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