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Area giochi - Repertorio

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Parco e giardinetti chiusi, a Monza sospesi fino al 22 marzo anche tutti i mercati

Firmata dal Sindaco Dario Allevi l’ordinanza che impone la chiusura da mercoledì: “La situazione è molto seria e l’unico modo per fermare il virus è evitare qualsiasi contatto tra le persone”

Il parco, le aree giochi comunali e i giardinetti a Monza sono chiusi al pubblico. In città, fino al 22 marzo, non si svolgerà nessun  mercato. A disporlo è la nuova ordinanza firmata dal sindaco del capoluogo brianzolo Dario Allevi martedì sera. 

Parchi chiusi e mercati sospesi

Nel documento è prevista la chiusura del parco di Monza e Giardini Reali, Parco della Boscherona, aree giochi e tutte le aree verdi comunali fino al 3 aprile. Sospesi fino al 22 marzo tutti mercati cittadini. 

“La situazione è molto seria, commenta il Sindaco. Il Coronavirus corre e noi dobbiamo iniziare a correre più veloce di lui. Medici, infermieri, operatori sanitari stanno lavorando da giorni ininterrottamente, ma non è sufficiente. Il numero delle persone ammalate e che hanno bisogno di ricovero e di terapia intensiva cresce ogni giorno in maniera esponenziale. L’intero sistema sanitario rischia il collasso. Davanti a noi abbiamo una sola strada: dobbiamo stare a casa il più possibile, uscire solo per esigenze urgenti e limitare al massimo i contatti con altre persone. Impegniamoci oggi tutti per ripartire insieme tra qualche settimana più forti di prima”.

Aree cani e viale Cavriga

L’ordinanza del sindaco prevede, inoltre, il libero accesso alle aree cani, rispettando il divieto di assembramento e la distanza minima tra gli utenti che deve essere almeno di almeno un metro e l’apertura al traffico veicolare di viale Cavriga dalle 7.30 alle 9 e dalle 17.30 alle 19.

La lettera dei sindaci lombardi: “Chiudere tutto”

Il provvedimento va nel senso delle richieste di ulteriori misure restrittive per la Lombardia fatte dai Sindaci dei capoluoghi lombardi al Presidente Fontana nel corso di una conference call stamattina. I Primi Cittadini delle città capoluogo hanno sottoscritto un documento congiunto, insieme a Regione Lombardia, che chiede al Governo l'adozione di azioni più rigorose. “Occorre fermarci tutti per due settimane senza più distinzioni, riducendo di fatto i contatti sociali che sono il primo fattore di rischio per la diffusione del virus. Tutto questo garantendo naturalmente i servizi essenziali come la possibilità di acquistare generi alimentari e farmaci” spiega Dario Allevi.
Il documento sottoscritto dai Sindaci prevede anche forti e adeguate misure di risarcimento e sostegno per lavoratori e imprese e iniziative che impediscano il default dei bilanci comunali. “Solo una volta fermato il contagio, agendo nel modo più fermo e rigoroso, sarà possibile riaprire il capitolo del rilancio e della ripresa del nostro sistema economico e sociale” si legge nel testo. I Sindaci chiedono al Governo e a Regione “di assumere un urgente provvedimento che, unitamente alla sospensione degli obblighi fiscali, contributivi e di altro genere per cittadini e operatori economici, intervenga anche per sospendere termini e scadenze degli adempimenti amministrativi dei comuni”.

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