Raggirano un ragazzino chiedendogli soldi per i bambini orfani ma la vittima li smaschera

Tre ragazzi sono stati rintracciati e indagati dalla Polizia di Stato mercoledì pomeriggio. Hanno estorto denaro a un 15enne con una scusa e poi gli hanno sottratto 40 euro con alcuni raggiri da "professionisti" della truffa

Non avevano con sè alcun volantino, nessuna pettorina e nemmeno un banchetto. Facevano affidamento solo sulla loro parlatina sciolta e sulle belle storie che riuscivano a inventare in base a chi si trovavano davanti con l'intento non di fare del bene a qualcuno ma di raggirare e ingannare cittadini alle loro spalle.

Purtroppo per loro però a smascherare e a far scoprire tre malviventi ci ha pensato un ragazzino di 15 anni, raggirato e derubato in stazione giovedì pomeriggio dai balordi.

Tutto è iniziato quando tre ragazzi, tra i 23 e i 29 anni, in via Arosio hanno fermato un 15enne mentre stava raggiungendo i binari per prendere il treno, chiedendogli fondi per una onlus inesistente che si occupava di aiutare i bambini orfani. Il giovane, di fretta, ha dato loro cinque euro ma quando il ragazzino ha aperto il portafogli i tre malintenzionati si sono accorti che il 15enne aveva diverse banconote per un valore di circa 70 euro. I tre non hanno perso tempo e hanno colto al volo l'occasione chiedendo al ragazzino di cambiare il suo denaro con banconote di taglio più piccole.

Dopo vari maneggi e giri di parole nelle mani del giovane anzichè 70 euro ne sono rimasti solo trenta. Quando il 15enne si è reso conto del raggiro è tornato immediatamente indietro ma dei tre non c'era già più traccia. Senza esitare la vittima ha chiesto aiuto al commissariato di Polizia di Stato di Monza e gli agenti si sono messi subito sulle tracce dei malviventi grazie alla minuziosa descrizione fornita dalla vittima. 

I truffatori sono stati rintracciati poco distanti, mentre erano ancora in zona a caccia di vittime. I tre sono stati fermati e portati in commissariato a Monza dove risultano indagati per truffa aggravata. Due di loro, originari di Foggia, Moncalieri e Messina, tutti residenti fuori Monza, hanno precedenti specifici per truffa e uno dei trufatori è già stato in carcere a scontare una condanna per estorsione. 

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