"Provocazione fascista", Scanagatti replica al blitz di CasaPound

Lunedì sera l'interruzione in aula durante il consiglio comunale. "Ringrazio tutti per la compostezza dimostrata nonostante il chiaro tentativo di provocazione", ha detto il sindaco

Lo striscione apparso durante il consiglio comunale

«Ieri sera abbiamo assistito a un’altra provocazione fascista, una vera e propria incursione squadrista, nel pieno dello svolgimento di una seduta del Consiglio comunale di Monza, aperta dal Consiglio comunale dei ragazzi che hanno fatto il bilancio della loro lunga attività di impegno civico a favore di Monza, e proseguita con la votazione della assegnazione della cittadinanza onoraria al giudice antimafia Di Matteo».

Con queste parole il sindaco del capoluogo brianzolo, Roberto Scanagatti, ha commentato e condannato il blitz avvenuto lunedì sera che ha portato alcuni rappresentanti di CasaPound a interrompere la seduta del consiglio comunale accompagnati da alcuni residenti di via Asiago.

GUARDA IL VIDEO | Blitz di CasaPound durante il consiglio

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«Una ventina di aderenti a Casapound ha interrotto i lavori tra urla e schiamazzi e insultato l’aula, la giunta e il sindaco di Monza, vagheggiando per più di mezz’ora accuse strampalate e fuori fuoco sulla gestione dei migranti», ha aggiunto Scanagatti: «Ringrazio tutti per la compostezza dimostrata nonostante il chiaro tentativo di provocazione: i lavori sono infatti proseguiti, perché le istituzioni democratiche sono più forti dei neofascismi. Un quotidiano on line ha riportato un virgolettato di uno dei fascisti presenti rivolto alla giunta e alla mia persona: “Questi sarebbero da menare”».

L’interruzione è proseguita per più di mezz’ora con slogan e insulti indirizzati alla giunta, al sindaco e all’intero Consiglio. La seduta è stata sospesa dopo la votazione dell’oggetto, che assegna la cittadinanza onoraria al giudice Di Matteo.

«Credo - ha proseguito il sindaco - che ce ne sia abbastanza per chiedere con forza a tutte le istituzioni preposte e alle forze democratiche, politiche e sociali, di garantire, ciascuno nel proprio ruolo, il corretto e sereno svolgimento delle attività istituzionali e della campagna elettorale che sta prendendo avvio proprio in questi giorni. Mi attendo che tutti i candidati sindaci condannino con forza l’accaduto e prendano le distanze dai facinorosi, perché la democrazia e il rispetto delle persone e degli avversari non è uno slogan ma un valore da praticare nei fatti, ogni giorno».

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