Cronaca

L'imprenditore che vendeva prodotti inesistenti e "reinvestiva" in barche e Lamborghini

Il raggiro scoperto dalla guardia di finanza: maxi sequestro in varie province italiane e Stati dell'Ue

Barche e automobili di lusso, terreni e ville, conti correnti e quote di società. Così un imprenditore reinvestiva i proventi di una truffa ai danni dell'erario architettata in modo ingegnoso e smascherata dalla guardia di finanza di Cremona con l'operazione "Doppio Click". Ai vertici del raggiro un noto imprenditore di quella città. I sequestri sono stati effettuati in buona parte della Lombardia, compresa Milano, e in altre province italiane, ma anche in alcuni Paesi dell'Unione europea.

Quindici le persone denunciate e 72 milioni il valore dei beni (mobili e immobili) posti sotto sequestro su disposizione del gip cremonese. Si parla di 127 immobili e terreni, 28 beni mobili (tra cui barche e auto), 750 rapporti finanziari (conti correnti e quote) riconducibili a 43 persone e società coinvolte. Secondo i calcoli degli investigatori, il sodalizio avrebbe sottratto alla normale tassazione profitti per oltre 120 milioni di euro, a cui si aggiunge un'evasione dell'Iva per oltre 44 milioni e compensazioni d'imposta non dovute, perché fondate su crediti non spettanti, per oltre tre milioni e 700 mila euro. 

L'imprenditore, attraverso alcune società "cartiere" intestate a prestanome, metteva in vendita su appositi siti web prodotti che in realtà non esistevano, a prezzi piuttosto bassi. I proventi delle truffe arrivavano agli organizzatori del raggiro attraverso le società fasulle. I finanzieri hanno eseguito i sequestri nelle province di Cremona, Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Lodi, Varese, Mantova, Parma, Piacenza, Venezia, Verona, Vicenza, Roma, Frosinone, Genova, Sassari, Torino, Treviso, Siena e Taranto e, con il coordinamento dell'ufficio di Eurojust (l'agenzia dell'Ue per la cooperazione giudiziaria e penale), in Belgio, Bulgaria, Germania e Svezia.

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