Bmw, un terreno a Vimercate e un milione di euro: maxi sequestro a truffatore seriale

Nel mirino degli agenti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano che hanno eseguito il sequestro il patrimonio di un 43enne ritenuto responsabile di truffe con il metodo 'reap-deal' in tutta Italia

La Bmw sequestrata

Due Bmw di grossa cilindrata e un milione di euro disseminato in diversi conti "nascosti". Ora per le vetture e il denaro sono scattati i sigilli nell'ambito di un sequestro antimafia eseguito giovedì mattina dalla Divisione Anticrimine della Questura di Milano. Nel mirino dei poliziotti è finito T.G., un 43enne serbo conosciuto con diversi 'alias', che ha all'attivo reati contro il patrimonio e risulta specializzato nelle truffe 'reap deal' - sofisticati raggiri in grado di fruttare ingenti profitti illeciti - compiute in tutt'Italia.

Ad essere sequestrati all'uomo sono stati un appartamento a Parabiago (Milano), un vasto terreno a Vimercate (Monza e Brianza), due Bmw di grossa cilindrata e un totale di circa un milione di euro distribuito su diversi conti correnti bancari.

Come agiva il truffatore

T.G. nel corso degli anni ha fornito agli organi di polizia ben otto identità diverse, compiendo truffe su tutto il territorio nazionale. Il rip-deal - come spiega il sito dell'Ufficio Federale di Polizia della Confederazione Svizzera - è un’operazione di cambio fraudolenta. Promettendo un cambio favorevole, i truffatori ne approfittano per estorcere alle proprie vittime delle cospicue somme di denaro. Il termine è una combinazione delle due parole inglesi to rip (strappare) e deal (affare).

I truffatori che usano questa modalità di frode, spacciandosi per facoltosi uomini d'affari, sceicchi, nobili, diplomatici, oppure accademici, guadagnano la fiducia delle vittime, per lo più stranieri nordeuropei che vengono agganciati sul web e successivamente li incontrato in lussuose location, come grandi alberghi o circoli privati, dove vengono loro prospettati vantaggiosi affari immobiliari o riguardanti opere d'arte.

Una volta guadagnata la fiducia delle vittime scatta la truffa vera e propria: i malviventi propongono un cambio di valuta a condizioni particolarmente favorevoli, facendo intendere che si tratta di "denaro sporco". A questo punto viene realizzato lo scambio ma, a fronte del denaro autentico, nella valigetta che viene consegnata alle vittime è presente carta straccia coperta solo in superficie da banconote autentiche oppure banconote false.

Attraverso truffe reap deal T.G., attivo come truffatore dal 2002, era riuscito a mantenere un altissimo tenore di vita. Lo scorso 21 marzo, durante il primo lockdown, era stato fermato al valico di Gaggiolo e trovato in possesso di 8.200 euro in contanti, somma di cui non ha saputo giustificare il possesso.

Truffe in tutt'Italia

Gli agenti dopo alcune analisi hanno dimostrato come tutti i guadagni dell'uomo avessero origine illecita. Tra le truffe compiute dall'uomo quella che nel 2002, a Milano, ha visto il raggiro di un imprenditore friulano. Il criminale si era finto interessato ad acquistare un immobile e dopo aver concordato un cambio di valuta in un noto hotel della città aveva fatto sì che un suo complice strappasse all'uomo una valigietta con 45mila euro. Con la stessa modalità nel 2003 ad Albenga si era impossessato di 50mila euro strappandoli a una donna che li aveva in borsa.

Ma T.G. non agiva da solo. Nel 2004 è stato coinvolto in una complessa operazione di polizia giudiziaria su ben 11 'batterie' dedite alla realizzazione di truffe rip-deal che facevano capo ad una 'cupola' milanese, a cui il criminale apparteneva. Le vittime preferite dell'associazione a delinquere erano imprenditori prevalentemente stranieri (tedeschi, austriaci, francesi, svizzeri).

Nel 2014, il truffatore è stato fermato per un controllo in centro a  Milano mentre era a bordo di una Volvo S40 e l'hanno trovato in possesso di numerose banconote fac-simile da 500 euro. E ancora nel 2016 è stato coinvolto nell'indagine 'Vecchia Guardia' riguardante numerose truffe avvenute a Padova, Roma, Vimercate, Pordenone e Firenze, a danno di cinesi e italiani.

La famiglia del criminale

Anche la moglie dell'uomo annovera diversi precedenti per reati contro il patrimonio (principalmente furti in abitazione), così come due dei suoi quattro figli. Gli ultimi redditi dichiarati dal truffatore e dai suoi familiari risalgono al 2005. In tutta la loro vita, la famiglia in questione ha dichiarato entrate per poco più di 30mila euro, nemmeno sufficienti a finanziare l'acquisto dell'Audi A8 che hanno comprato nel 2001 pagandola circa 55mila euro.

Come evidenziato dagli accertamenti patrimoniali svolti dalla Divisione Anticrimine, nonostante questo magro quadro reddituale, la famiglia del truffatore nel corso degli anni ha mantenuto un elevato tenore di vita, riuscendo e a fare investimenti immobiliari nei beni che adesso gli sono stati sequestrati.

Dopo il sequestro, come previsto dal Codice Antimafia, spetterà a T.G.  dimostrare se i beni sono stati acquisiti con denaro lecito e dichiarati al fisco. In caso contrario, il sequestro diventerà confisca, e appartamento, Bmw e denaro entreranno a fare parte del patrimonio dello Stato, potendo essere reimpiegati per finalità sociali e di interesse collettivo.

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