Cronaca

Sergio Bramini sotto sfratto, nessun rinvio per l'imprenditore "fallito per colpa dello Stato"

Venerdì pomeriggio gli ufficiali giudiziari e le forze dell'ordine a Sant'Albino

La folla radunatasi fuori da casa di Bramini (Frame da un video del senatore Gianluigi Paragone)

Ha resistito fino all'ultimo ma non è bastato, ha cercato di opporsi allo sfratto che ritiene una "ingiustizia" e si è "incatenato" simbolicamente con un drappo alla scalinata della sua villa che ora si vede costretto a lasciare.

Nessun rinvio venerdì pomeriggio per lo sfratto di Sergio Bramini, l'imprenditore che vanta quattro milioni di credito nei confronti della Stato per il mancato pagamento di prestazioni da parte delle pubbliche amministrazioni per cui con la sua azienda, la Icom Srl, aveva lavorato. Per tentare di salvare l'attività e i suoi trenta dipendenti aveva ipotecato la sua casa, la villa di Sant'Albino dove oggi gli ufficiali giudiziari gli hanno comunicato l'avvio della procedura di sgombero senza concedere alcun rinvio nonostante ci fosse un assegno che Bramini era pronto a consegnare con una cospicua cifra impegnata da un imprenditore brianzolo che si sarebbe offerto di farsi carico del debito.

Non è bastata la solidarietà e l'impegno di Di Maio e Salvini che nelle scorse ore hanno fatto visita a Monza all'imprenditore e nemmeno la vicinanza dei tanti cittadini che hanno voluto essere presenti per restare accanto a Bramini e difendere la sua causa. 

Durante il pomeriggio, alla presenza delle forze dell'ordine, l'imprenditore ha accusato anche un malore e nella villa è stato necessario l'intervento dei soccorsi del 118.

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