Con il prof. Riva lezioni in lingua: in classe si parla solo in latino

Simone Riva, giovane insegnante di latino di Monza, è l'idolo dei suoi studenti. Riva è uno dei pochi docenti in Italia ad insegnare la lingua attraverso il metodo utilizzato prima della fine dell'Ottocento. Partire dalla pratica, mettendo da parte il vocabolario e l'ossessione delle versioni

È stato l'incubo di intere generazioni: declinazioni, desinenze, grammatica ostica e poi  le versioni con il vocabolario come migliore amico durante i compiti in classe. Stiamo parlando del latino, naturalmente.

A Monza, però, c'è un professore che ha trasformato quella che erroneamente viene definita una lingua morta, in una lingua viva, da parlare, con la quale scrivere racconti senza aprire continuamente il vocabolario.
Artefice di questa rivoluzione è Simone Riva, 32 anni, insegnante di italiano e di latino dalle Canossiane di Monza: uno dei pochi docenti in Italia ad insegnare il latino attraverso il metodo appreso all’Accademia Vivarium Novum di Frascati.

“Questo metodo non l’ho inventato io, ma anzi è antico – spiega -. Anche io ho studiato il latino secondo il metodo tradizionale che, alla fine, te lo fa amare o odiare. In Università (Simone si è laureato alla Statale in Lettere Moderne, ndr) sono entrato in contatto con questa Accademia e mi sono innamorato di questo metodo di insegnamento. Che non parte dalla teoria, ma direttamente dalla pratica linguistica. Il cosiddetto metodo induttivo contestuale. Un metodo usato fino alla fine dell’Ottocento dai grandi poeti ma che poi è stato sostituito da quello della scuola tedesca con quale abbiamo tutti studiato”.

Il professor Riva quando il primo giorno entra in una prima classe conquista subito la simpatia e lo stupore degli studenti scommettendo che in poco tempo saranno in grado di leggere il testo. “Alla fine vinco sempre, ma la grande vittoria è soprattutto quel rinforzo positivo che si trasmette allo studente che non vede più il latino come un ostacolo, ma impara con passione arrivando a leggere e comprendere il profondo contenuto dei testi antichi. Testi che ancora oggi sono attuali”.

Nel secondo quadrimestre i ragazzi già iniziano a parlare in latino, a scrivere piccoli testi, a fare le versioni senza però l’ausilio del vocabolario.Il giovane insegnante inizia subito a far “masticare” la lingua ai suoi discepoli: le lezioni sono esclusivamente in latino (un po’ come avviene per le lezioni con i madrelingua), con un costante arricchimento del lessico e insegnando ai ragazzi a comprendere quanto detto e quanto scritto non focalizzandosi sulla traduzione.

“Il latino non è una lingua morta ma una lingua immortale – prosegue -. Come tutte le lingue si apprende parlandola”. Sono tanti gli ppassionati che da tutto il mondo arrivano all’Accademia Vivarium Novum per apprendere il metodo e poi trasmetterlo agli studenti.

“Durante i corsi si respira un’aria bellissima. Ci sono persone che arrivano da tutto il mondo: il latino, proprio come nell’antichità, è la lingua internazionale. Una lingua che riunisce l’umanità. Una lingua che si impara attraverso un naturale processo di apprendimento e più passa il tempo, e il lessico si affina più aumenta la gioia di comunicare nella lingua degli antichi romani”.

Un lessico ricco, dai tanti modi di dire aiuta lo studente a non focalizzarsi sul significato della singola parola, ma sul contenuto. Per amare i grandi poeti e narratori, conoscere gli usi e costumi della meravigliosa cultura latina.  

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