Cronaca Seregno

Trenord, un'altra mattinata da incubo sulla Milano-Chiasso

Il massimo del disagio tra le 7 e le 8, l'orario di massimo afflusso di viaggiatori. Nel giro di un'ora è arrivato un solo treno, in grave ritardo

MONZA – Dilettanti allo sbaraglio. Gli ingenui dirigenti di Trenord pensavano che bastasse spegnere il software Goal System e chiudere la Seregno-Saronno per cancellare il caos sulle linee ferroviarie. Ma la tregua è durata un giorno. Ieri il 96 per cento dei treni è partito e arrivato. Ma la normalità è durata meno di un giorno. E così, se il lunedì nero non c’è stato, è solo perché nerissimo è stato il martedì.

Stamattina sulla Milano Chiasso i pendolari hanno nuovamente vissuto un’alba da incubo. Il massimo disagio è avvenuto tra le 7 e le 8: il momento di massimo afflusso di pendolari. Nel giro di un’ora è arrivato un solo treno, in grave ritardo. Tutti gli altri sono stati cancellati oppure soppressi all’ultimo minuto.

Nel caos, in un clima da «o adesso o mai più» sono stati numerosi i passeggeri che non sono riusciti neppure a salire sui vagoni. Altri – nel corso di un duro corpo a corpo – si sono ammassati come bestie sui vagoni. Pigiati come sardine. La situazione è andata via via peggiorando. Se a Seregno e a Desio qualcuno è riuscito a salire, a Lissone i vagoni sono arrivati già strapieni. Risultato: quasi nessuno è riuscito a salire a salire e centinaia di viaggiatori – molti dei quali stavano aspettando da tempo al gelo – sono rimasti definitivamente appiedati.

Furiose le reazioni dei pendolari, esasperati per una situazione dalla quale pare non ci sia scampo: «Anche oggi caos – protesta un avvocato che lavora a Milano -. Non ho parole per esprimere il mio disprezzo per questi dirigenti incompetenti e incapaci di fare il loro lavoro. Ormai non resta che adire alle vie legali. Non una causa collettiva, ma migliaia di cause individuali. Solo così è possibile essere risarciti dei danni che ci hanno provocato»

Oggi dovrebbe essere nominato il nuovo amministratore delegato di Trenord: l’erede di  Giuseppe Biesuz, che si trova agli arresti domiciliari. A lui andrà un’eredità davvero pesante.

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