Chiede 72mila euro a un'anziana per un incidente provocato dal figlio, truffa a Monza

Sull'episodio indaga la polizia di Stato

“Buongiorno signora, chiamo dal Tribunale di Milano”.

Questa la voce, maschile e austera, che una donna di 85 anni mercoledì pomeriggio ha ascoltato dall'altra parte della cornetta del telefono, rispindendo a una chiamata a casa mentre era sola. La persona in linea, dopo essersi finto un dipendente del palazzo di Giustizia milanese, ha raccontato alla donna che il figlio aveva causato un incidente stradale a Milano, e che si trovava insieme a lui in Tribunale perché dovevano essere pagati i danni causati dalla sua vettura che ammontavano a 72.000 euro.

L’anziana, spaventata, dopo essersi assicurata che il figlio stesse bene ha detto di non avere denaro con sé e ha promesso che avrebbe dato mandato alla sua banca di emettere un assegno bancario il giorno seguente perché ormai gli sportelli erano chiusi. Il truffatore però ha chiesto una cauzione anche in oro o gioielli.

Così la donna ha comunicato il suo indirizzo esatto e il numero da digitare per suonare il citofono, in attesa di una finta incaricata del Tribunale. Proprio mentre la sedicente dipendente era in casa, la pensionata ha ricevuto una seconda telefonata durante la quale gli interlocutori si sono qualificati come poliziotti e hanno esortato la donna a fidarsi dell’incaricata, per poter procedere con il rilascio del figlio.

La vittima ha così prelevato dalla cassaforte collane, anelli, orecchini in oro e due caffettiere in argento che era riposte in una delle vetrine della sala da pranzo. Tutti i preziosi sono stati messi in una busta di plastica per la spesa dalla donna che si è allontanata dall'appartamento con il bottino indisturbata.

A segnalare la truffa subita dalla 85enne è stata la figlia della donna che ha allertato la polizia di Stato. Gli agenti del commissariato di Monza sono intervenuti in centro e hanno raggiunto la casa della vittima, ascoltando quanto era accaduto dalle parole della signora e del portinaio che ha detto di non aver visto nessuno entrare o uscire dal portone poco prima. Indagini in corso.

Le forze dellìordine, alla luce dellìennesima truffa consumata ai danni di persone anziane sul territorio comunale hanno ribadito la necessità di non aprire la porta a persone sconosciute e a verificare sempre, anche con una telefonata alla polizia di Stato o ai carabinieri, la veridicità delle informazioni. 

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