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Auto intestate e usate per commettere reati, cinque denunce e affari anche a Monza

L'indagine della polizia locale di Formigine ha toccato anche il capoluogo brianzolo

Veicoli “puliti”, insospettabili, da utilizzare per commettere reati e furti senza essere mai rintracciati. A questo servivano i “prestanome” che sono finiti al dentro di una indagine della polizia locale di Formigine (Modena) che ha coinvolto anche Monza. Sono cinque i cittadini denunciati per truffa e falso in atto pubblico con affari che avevano il loro epicentro di traffici tra Bergamo e il capoluogo brianzolo.

L’indagine

L’indagine è iniziata lo scorso ottobre quando la Polizia Locale di Formigine ha ricevuto una denuncia per un tentato furto di un orologio. Nel corso degli accertamenti è emerso che il veicolo utilizzato dai ladri risultava essere di proprietà di un uomo che sulla carta era un commerciante di auto, ma in realtà non era altro che un prestanome. Dietro ad un’attività commerciale puramente di facciata, gli indagati facevano da prestanome a numerosi clienti che necessitavano di veicoli “puliti” da utilizzare anche per commettere reati senza essere rintracciati.

Da accertamenti tramite la Guardia di Finanza di Modena risultava che questi soggetti, pur traendo lauti guadagni dalle intestazioni fittizie, non versavano alcuna imposta allo Stato. In particolare, gli indagati hanno ripetutamente indotto in errore la Motorizzazione Civile ed il Pra (Pubblico registro automobilistico), dichiarando falsamente, in virtù dell’attività commerciale svolta, di essere proprietari di centinaia e centinaia di autoveicoli che in realtà erano nella concreta disponibilità di altri individui intenzionati a rimanere nascosti. Proprio alcune di queste auto infatti sono poi risultate utilizzate per commettere reati contro il patrimonio. Due dei soggetti denunciati sono risultati anche percettori di reddito di cittadinanza, pur non avendone titolo, pertanto sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente per territorio e sono stati segnalati all’Inps per la revoca del contributo e la restituzione di quanto già percepito fino al quel momento.

Nel frattempo le autovetture intestate agli indagati sono state radiate ovvero cancellate dal Pra per intestazione fittizia.

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