Viale Lombardia tre anni dopo: per i cittadini il bilancio è "deludente"

Cestini per le cartacce, verde ubblico e arredi urbani. Queste sono solo alcune delle promesse - non rispettate, secondo i cittadini del comitato HQ San Fruttuoso2000 -  previste dal progetto di riqualificazione di viale Lombardia e presentate nel masterplan dell'architetto Andreas Kipar che a Monza, dopo i lavori nel quartiere e la realizzazione del tunnel, non sono ancora diventate realtà. 

Il bilancio, a tre anni di distanza dal taglio del nastro e dall'inaugurazione dell'opera, secondo il comitato è "deludente". "Sulla sistemazione definitiva del viale Lombardia dopo l’interramento della SS36 eravamo partiti molto bene" - fanno sapere dall'associazione - "Ma a tre anni di distanza nulla di concreto è successo, il masterplan è rimasto una bella intenzione, e sull’area sopratunnel non sono stati nemmeno messi i cestini per le cartacce".

Tra le questioni ancora irrisolte, secondo i residenti, restano i problemi legati al traffico e alla viabilità con tantissimi automobilisti che per evitare il tunnel si riversano lungo la viabilità ordinaria congestionando il quartiere e ancora il verde pubblico su cui ancora molto c'è da fare e, infine, l'arredo urbano. 

"Sono rimaste inutilizzate le ampie zone piastrellate che dovevano essere destinate all’installazione di edicole e gazebo. Si trovano alla rotonda di San Fruttuoso angolo via Risorgimento, all’angolo con via Emanuele Filiberto, all’incrocio con via Carlo Emanuele e nella zona della rotonda Nord" spiega una nota dell'associazione. 

Tra tutte le criticità sollevate dai residenti però la questione più importante pare essere quella relativa alla sicurezza con i cittadini che attendono l'arrivo delle telecamere di sorveglianza e il miglioramento dell'illuminazione pubblica. 

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“Per la riqualificazione del viale Lombardia i cittadini hanno certamente fatto la loro parte, come tre anni fa auspicava il sindaco Scanagatti: quasi tutti gli edifici sono stati rimessi a nuovo e nuove attività commerciali si sono insediate nei locali che erano da anni abbandonati. Il viale è tornato a vivere. E’ mancato invece il Comune su arredo urbano, bando per edicole e gazebo, sicurezza, piano particolareggiato per il recupero dell’area ex industriale di via Taccona angolo Lombardia. Senza queste cose concrete, il masterplan Kipar resta l’ennesimo inutile pacco di fogli con tante righe colorate” ha fatto sapere la portavoce dell'associazione Isabella Tavazzi. 

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