MeladailaBrianza: nuovo party e replica a Cagliani

Il consigliere vimercatese aveva attaccato l'amministrazione per l'appoggio al progetto dei giovani anti-omofobia. La replica, con una lettera e una nuova serata il 30 marzo. Sempre all'Acropolis

Un'immagine del primo party all'Acroplis

Dopo la serata "MeladailaBrianza vo.1" all'Acropolis (guarda la gallery fotografica), il consigliere del Pdl di Vimercate Alessandro Cagliani ha attaccato l'Amministrazione comunale dalle pagine di un giornale locale per aver espresso sostegno all'iniziativa. "In campagna elettorale, pur di prendere voti parlano di poltiche per la famiglia - ha dichiarato al Giornale di Vimercate, ma poi vendono l'asilo nido [...]  e appoggiano eventi come quello di venerdì [...]che propone un modello sociale e di famiglia che nulla ha a che vedere con quello dei cattolici".  Non è tutto. "Un esponente di Sinistra e Libertà che fa parte di Arci Acropolis" - continua il consigliere azzurro - aveva fatto "una belle lezioncina" sostenendo che negli spazi comunali di Arci Acropolis non si fa politica. "Vorrei capire - conclude Cagliani - come spiega una serata che è stata solo politica per i modelli che ha proposto e perchè aveva tra gli scopi quello di attaccare un ex ministro della Repubblica". Il riferimento nel primo caso è al consigliere di Sinistra e Libertà Ruggero Beretta, nel secondo a Carlo Giovanardi, che nelle scorse settimane aveva paragonato due lesbiche che si baciano a due cani che fanno pipì.

I ragazzi di MeladailaBrianza erano giunti agli onori della cronaca locale e non solo per la pubblicazione del video "So happy together" : una clip di un paio di minuti contro l'omofobia in cui si vedono diverse coppie di ragazze baciarsi appassionatamente nei luoghi della Brianza. Al video è seguito un party che ha avuto buon successo.  Impossibile fermarsi ora. "Abbiamo capito di aver colto nel segno - afferma Viviana Bruno, responsabile del movimento -  e intendiamo portare avanti il nostro progetto. La musica è un potente mezzo di aggregazione che ci consente di portare avanti le nostre idee nel modo che più ci piace. Nel corso della serata aggiorneremo  pubblico e amici sulle nuove strade che ci si stanno aprendo davanti". L'appuntamento è per venerdì 30 marzo alle 22, sempre all'Arci Acropolis di Vimercate. Si esibiranno le Steetycats, un gruppo di quattro ragazze con musica "elettroitalotrasheavycheapop '60-'70", e a seguire   The Orjas. In consolle le dj dell’associazione Gaia 360° assieme alla vocalist Maya Luna.

 

Pubblichiamo di seguito la replica di Ruggero Beretta, tratta dal blog di Sel Vimercate.

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Gentile Consigliere Cagliani,

     leggere le Sue parole – riportate dal “Giornale di Vimercate” del 28 febbraio – relativamente all’iniziativa proposta da Meladailabrianza e Arci Acropolis il 24 febbraio, non lo nascondo, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Non per la divergenza d’opinione, legittima e scontata. Mi creda, io di Lei ho stima e da “esordiente” l’ho finora considerata un modello; per competenza, passione, ma soprattutto per l’accuratezza e la profondità della Sua analisi politica. Il mio disappunto deriva dal fatto che la sua argomentazione è – mi permetta l’azzardo – volutamente confusa, strumentalmente approssimativa. E nel portare un attacco alla parte politica cui appartengo, arriva a mettermi in bocca parole non mie.
Partiamo proprio da quest’ultimo punto. Lei allude ad una “lezioncina” in cui avrei detto che in Acropolis non si fa politica, come da Statuto. Se avessi veramente detto ciò, sarebbe pieno diritto del mio Presidente strapparmi la tessera e depennarmi dal libro soci, non fosse altro perché dello Statuto non avrei capito nulla. Fortunatamente so bene, e credo lo sappia anche Lei, di non aver mai usato queste parole. Acropolis, come d’altronde qualsiasi circolo Arci, politica ne fa eccome: semmai è – questo sì! – un’associazione apartitica, da Statuto. Lo stesso Statuto che fa propri i valori della Costituzione, e ne raccomanda la difesa e la diffusione. Valori di uguaglianza, pace, solidarietà, che Lei da buon cristiano spero condivida con noi.
Ricordo di aver detto che Acropolis nella sua proposta politica non è da considerarsi strettamente di sinistra. Ho ben chiaro l’episodio, avevo citato le iniziative contro la mafia e contro il razzismo come non collocabili in un arco parlamentare. Ora è arrivata pure quella contro la discriminazione omofoba: ancora una volta io non riesco a vedere l’egemonia di una parte su questa tematica. Certo, parlarne è fare politica. Prendere una posizione, come Acropolis ha fatto, è fare politica: non penso tuttavia significhi sventolare una bandierina rossa piuttosto che azzurra. Se non la vede così si informi sull’opinione di Gianluca Iannone, leader dei fascisti (!) di Casapound, relativamente alle coppie gay: sarà una sorpresa!
Contesta poi il fatto che sia stata organizzata una serata per “attaccare” un ex-Ministro della Repubblica. In realtà, più che di un attacco si è trattato di una reazione: ricorda la frase di tale ex-Ministro, quella in cui le donne che si baciano tra loro vengono equiparate ad un cane che fa pipì? Beh, noi non ci stavamo proprio a lasciar correre. Perché quell’ex-Ministro, con le sue parole, ha offeso la dignità di donne e uomini di tutto il mondo, colpevoli solo e soltanto di vivere sessualità (ma soprattutto) sentimenti diversi da quelli che siamo abituati a leggere “normali”. E qui, Consigliere, la politica fa un passo indietro: la questione è di sensibilità umana, predominante sul dibattito politico, proprio perché di esso è conditio sine qua non.
Accusa poi la gestione dell’Area Feste, insieme alla componente cattolica del PD, di aver proposto un modello di famiglia differente da quello caro ai cattolici. Quindi? Arci Acropolis, Meladailabrianza, il PD, hanno forse attaccato in qualche modo la famiglia tradizionale? No. No nella maniera più assoluta. Io stesso spero un giorno di potermi sposare (con una donna!) e non sono le serate di sensibilizzazione contro l’omofobia, o di rivendicazione di diritti, a rendere questo obiettivo lontano. E’ la rarità di un lavoro dignitoso e ben retribuito. E’ la precarietà lavorativa prima e sociale di conseguenza. E’ il potere d’acquisto di un salario italiano. E’ la sostanziale impossibilità, per due giovani, di accedere al mercato immobiliare. Questi sono i motivi per cui la famiglia è in serio, serissimo, pericolo. Non per gli omosessuali che dicono “ci siamo anche noi”. Nessuno, venerdì 24 febbraio presso l’Area Feste di Vimercate, ha voluto imporre un modello, o ne ha denigrato un altro. Nessuno è stato costretto a diventare gay o transessuale. In tantissimi invece, abbiamo chiesto che un altro stile di vita, una natura ed una scelta strettamente individuale, venisse riconosciuto, legittimato, soprattutto rispettato. Nient’altro. “La libertà vince sempre, alla fine”. Sono parole Sue, no?, e mi danno fiducia.
Per quanto riguarda l’affidamento della gestione dell’Area Feste da parte della precedente amministrazione, non credo di essere io a dover rispondere. Chi ha fatto quella scelta saprà difenderla. Io qui mi permetto solo una precisazione e una considerazione. Lo spazio comunale non viene gestito “con i soldi dei vimercatesi”: gli interventi economici riguardano esclusivamente la struttura, la gestione a cura Arci Acropolis è indipendente e si sostiene con il proprio – duro – lavoro volontario.
La considerazione è che, a giudicare dall’afflusso di ragazze e ragazzi, omo ed eterosessuali, di sinistra, destra, apolitici, e non solo alla serata in questione, l’amministrazione e la realtà a cui ha affidato lo spazio hanno saputo pienamente rispondere ad un’esigenza del territorio e di una parte della popolazione spesso trascurata, nonostante ne rappresenti il futuro.
Certo che l’episodio non pregiudichi il nostro rapporto e quanto di buono da esso possa scaturire,
Le porgo cordiali saluti.

Ruggero Michele Beretta

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