Candy, torna in Italia dalla Cina la produzione delle lavatrici da incasso

La Fiom: "Ora acceleriamo sugli investimenti"

Candy - Immagine di repertorio

Dalla Brianza alla Cina e da Jinling di nuovo a Brugherio. Candy ha annunciato di riportare in Italia la produzione delle lavatrici da incasso. Una scelta industriale importante per l'azienda che in passato ha affrontato momenti di difficoltà e a inizio novembre grazie alla proroga della cassa integrazione straordinaria aveva scongiurato 135 licenziamenti.

"È un fatto di straordinaria importanza, in contrapposizione con il passato che deve aprire una nuova fase per la Candy di Brugherio" ha detto Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza commentando la decisione del Gruppo Haier Europe annunciata dalla Direzione aziendale nell'incontro avuto con i sindacati e la Rsu presso la sede di Confindustria di Monza.

La produzione delle lavatrici ad incasso, precedentemente trasferite presso lo stabilimento cinese di Jinling, torna dunque in Italia, a Brugherio. "Si tratta di un prodotto a maggiore valore aggiunto rispetto a ciò che attualmente si produce nello stabilimento di Brugherio" ha aggiunto Occhiuto. Per produrre 100mila lavatrici da incasso - aggiungono dalla Fiom - servono investimenti per 600mila euro. 

"Abbiamo sempre sostenuto che lo stabilimento di Brugherio, se debitamente supportato da investimenti, fosse pienamente competitivo. Le professionalità che operano in Candy sono all'altezza di qualsiasi sfida che punti sulla qualità. La decisione di riportare in Italia la produzione di un prodotto di mercato conferma quanto da tempo sosteniamo" afferma Occhiuto, che prosegue "bisogna continuare a battere questa strada, intensificare il confronto a tutti i livelli per trovare tutte le soluzioni che preservino l'occupazione e rilancino la produzione del sito brianzolo e proprio per questo motivo chiederemo al Governo di mettere in programma un incontro per proseguire il confronto di monitoraggio sullo svolgimento del piano industriale".

"Sembra paradossale ma è così - conclude Pietro Occhiuto - ci voleva una proprietà cinese per riportare in Italia una produzione che italiani avevano portato in Cina".

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Nell’incontro di lunedì tra le organizzazioni sindacali e la Direzione di Haier Europe si è concordato anche di erogare un premio di 800 euro per gli operatori diretti di produzione dello stabilimento. 
 
 

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