Economia

Catena chiude 128 negozi (uno in Brianza): 457 lavoratori a un passo dal licenziamento

"Terremoto" in Douglas: 128 negozi chiusi in tutta Italia, uno a Lissone. I dettagli

Saracinesche giù e futuro dei lavoratori più nero che mai. "Terremoto" in Douglas, la catena di profumerie che, stando a quanto denunciato dai sindacati, ha deciso di chiudere da qui ai prossimi mesi 128 negozi in tutta Italia, lasciando in bilico 457 dipendenti. E uno di questi è in Brianza, a Lissone. Il punto vendita di via Assunta potrebbe abbassare le saracinesche a fine dicembre.

"La catena tedesca ha già disdettato la maggior parte dei contratti di locazione dei negozi", hanno fatto sapere Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs, sottolineando che si tratta di "una scelta contestata" arrivata per di più "in assenza di un piano commerciale ufficiale, anche alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al 31 ottobre 2021".

Le tre organizzazioni sindacali hanno ribadito la ferma contrarietà alle chiusure e hanno sollecitato la convocazione del tavolo di crisi presso il ministero dello Sviluppo Economico, già richiesta nelle scorse settimane. "Il confronto con la direzione aziendale è stato aggiornato al 9 aprile, data entro la quale Douglas dovrebbe presentare il piano commerciale palesando i criteri di individuazione utilizzati e quali sono le misure che intende mettere in campo volte alla salvaguardia occupazionale, atteso che grazie all’e-commerce il calo di fatturato è stato decisamente contenuto", hanno rimarcato le sigle in una nota congiunta.

Oltre al negozio a marchio Douglas brianzolo ci sono i nove punti vendita di Milano che saranno chiusi: sono i punti venditi di via Fratelli Castiglioni, di corso di Porta Romana, di via Pordenone - questi già fermi da febbraio -, di corso XXII marzo - che dovrebbe cessare ogni attività dall'8 maggio -, di via Cuneo e viale Bligny da luglio, di viale Piave e via Lorenteggio dal prossimo gennaio e di corso San Gottardo da marzo dell'anno prossimo.

"Abbiamo chiesto di sviluppare e illustrare un piano industriale di ampio respiro e serio che dia valore al capitale umano, che è il vero valore aggiunto a maggior ragione per un'azienda che offre prodotti e servizi per la cura della persona, postulato sulla salvaguardia occupazionale", ha chiarito la segretaria nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca.

"Quella di Douglas di chiudere i negozi è una scelta inaccettabile", ha aggiunto la sindacalista sottolineando che "si tratta di un'azienda che impiega prevalentemente donne e che, qualora non si dovessero trovare delle soluzioni, questo segnerebbe ancor di più il gap di genere esistente nel nostro Paese". L'esponente della Fisascat, pur comprendendo le tempistiche legate al riordino del Mise, ha evidenziato "l’urgenza e l’indifferibilità della convocazione dal dicastero a fronte della situazione che si sta paventando di ora in ora".

"È una battaglia contro il tempo – ha evidenziato - ma dobbiamo convogliare tutte le forze affinché le risorse umane tornino a rappresentare il fulcro nevralgico della discussione senza assistere in modo passivo alla debacle totale. Urge anche il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali territoriali e una attenzione da parte della clientela che esortiamo in modo solidaristico a continuare ad acquistare i prodotti di bellezza direttamente nei punti vendita. Ogni loro contributo – ha concluso - potrà favorire la salvaguardia dei posti di lavoro".

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