Lavoro: puntare su commercio, servizi e vendite

La Brianza resta una terra a bassa disoccupazione: lo afferma una ricerca della Camera di Commercio. Contano sempre la spintarella e le conoscenze, ma anche avere studiato e avere una buona laurea

In Lombardia c'è più lavoro che altrove, nonostante la crisi

MONZA - Siete rimasti «a piedi» e siete alla ricerca di un lavoro? Puntate su commercio, servizi e vendite. Le vendite sono l’unico settore in attivo, con 230 assunti in più rispetto ai licenziati. Buone possibilità – in particolare per le donne – anche nei settori della ristorazione e del turismo. Sono questi gli unici settori che «tirano». In particolare in Brianza che, insieme alla Lombardia, – a dispetto della crisi economica più pesante dal 1929 – resta una terra ricca di opportunità di lavoro. Basti pensare che nel 2012 un lavoratore ogni sei – tra i nuovi assunti – sarà assunto proprio in Lombardia. Con la Brianza a recitare il ruolo di punta di diamante del lavoro. A rivelarlo è una ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

REGIONE - Nel 2012 la Lombardia farà la parte del leone, con oltre 100.000 nuove assunzioni previste per il 2012 sulle oltre 631.000 previste nella penisola. Tra queste, ben il 10 per cento saranno localizzate nella sola Brianza. Il saldo tra assunti e licenziati – anche in Lombardia – resterà negativo (meno 0,7 per cento). Ma sarà migliore del dato italiano (meno 1,1 per cento). Monza e Brianza si allinea al dato lombardo, con un tasso di variazione occupazionale ancora negativo, ma contenuto, di meno 0,9 per cento. In numeri, questo vorrà dire 5.800 nuove assunzioni previste a fronte delle 7.410 uscite.

I SETTORI OK - In Lombardia i servizi rimangono il settore che risente meno della crisi del mercato del lavoro con un tasso di variazione occupazionale pari a meno 0,4 per cento: tradotto in termini di nuovi ingressi nel mondo del lavoro significa che nel 2012 le imprese dei servizi in Lombardia prevedono 74 mila nuove assunzioni. In particolare maggiori opportunità verranno dai servizi avanzati di supporto alle imprese che con un saldo di più 1,3 per cento: richiederanno 5.860 nuovi posti di lavoro. Seguono i servizi in ambito sanitario, sociale e alla persona che con saldo di più 0,2 per cento: offriranno oltre 7.200 posti di lavoro. Buone possibilità anche nel campo dei servizi informatici e delle telecomunicazioni che con un saldo di più 0,2 per cento: andranno incontro a circa 3.500 nuove assunzioni

RACCOMANDAZIONI - Mai come in tempo di crisi, i vizi italici sono duri a morire. Per trovare lavoro la «spintarella» funziona ancora in oltre la metà dei casi: per le imprese della Lombardia il 43,6 per cento delle selezioni di personale avviene per il tramite di conoscenza diretta e per il 12 per cento attraverso le segnalazioni di conoscenti e fornitori, anche se ne fa meno ricorso rispetto al resto della penisola, dove tra conoscenze dirette e segnalazioni la percentuale sale al 61 per cento. Le conoscenze funzionano soprattutto nelle piccole e medie imprese, pochissimo in quelle oltre i 50 dipendenti. In Lombardia la laurea può fare ancora la differenza, più che nel resto del Paese: qui al 19,3 per cento delle nuove assunzioni per il 2012 è richiesto il diploma di laurea, nel resto del Paese il dato si ferma al 14,5% e rispetto al 2011 i laureati sono più richiesti (17,5 per cento).
 

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