"Non abbiamo posto per gli immigrati", Lombardia e Veneto contro il governo

I governatori Maroni e Zaia ai ferri corti con il governo sui posti letto da destinare alle migliaia di rifugiati in arrivo: "Non ci stiamo a subire quest'invasione"

"Zero posti letto per i rifugiati".

I governatori di Lombardia e Veneto ai ferri corti con il governo sugli alloggi da destinare ai migranti. Martedì il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva allertato i prefetti dichiarando che "bisogna reperire nuovi posti letto poiché i centri di accoglienza sono tutti in soprannumero".

Una richiesta che ora deve fare i conti con la presa di posizione dei governatori. "Non ci stiamo a subire quest'invasione, quindi zero posti in Lombardia finché continuerà questo atteggiamento irresponsabile da parte del governo", ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Che poi ha aggiunto: "Sottoscrivo in pieno la posizione espressa da Luca Zaia, che ha detto che in Veneto ci sono 'zero posti'. Anche in Lombardia ci sono zero posti".

In Lombardia sono attesi oltre mille arrivi, di questi oltre 350 dovranno essere alloggiati a Milano. "Siamo nella totale assenza di informazioni e ovviamente siamo preoccupati - ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino - Non sappiamo nulla dal punto di vista delle ipotesi di accoglienza e smistamento e quindi navighiamo a vista".

Se il governo, per ora, tace, a replicare alla Lega è il Movimento 5 Stelle: "Salvini fa il giullare - affermano i deputati 5 Stelle -. Dietro le sue urla e i suoi slogan contro gli immigrati non c'è nulla di concreto. Oggi si dice pronto ad occupare gli alberghi, bene, il risultato sarà di ritrovarci gli immigrati per le strade".

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"Da tempo - prosegue la nota dei 5 Stelle - diciamo che il problema non è il monitoraggio, ma l'accoglienza, quindi il superamento del regolamento di Dublino III e l'istituzione di centri di richiesta di asilo europei nei Paesi di transito e di provenienza affinché i rifugiati siano gestiti prima ancora di mettere piede in Italia, quote massime di migranti per ogni Stato membro e fondi di sostegno alle famiglie italiane in difficoltà per ogni quota di migranti ospitati".

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