Case popolari, nuove regole di assegnazione in Lombardia: aumenta il "mix sociale"

La Lega: "Il vecchio sistema delle graduatorie si era rivelato inadatto"

Immagine repertorio

Il consiglio regionale lombardo ha approvato alcune modifiche alla legge sui servizi abitativi, dopo una fase sperimentale di attuazione delle nuove norme solo in alcuni Comuni, tra cui l'hinterland nord di Milano. Secondo il relatore, il leghista Andrea Monti, viene sancito il principio di "una più equa distribuzione" delle case popolari rispetto ad una situazione attuale in cui, a parer suo, verrebbero "favoriti gli stranieri".

Tra le nuove norme, diventa fissa (e non più massima possibile) la quota del 20% di alloggi assegnati a nuclei familiari in condizioni di indigenza segnalati dai servizi sociali. Inoltre i vigili del fuoco accedono alla categoria "forze di polizia", che già partecipa ai bandi delle prefetture per ottenere l'assegnazione di un alloggio pubblico.

Nell'ambito del dibattito, sono stati approvati alcuni ordini del giorno delle opposizioni. Due, del Movimento 5 STelle, prevedono servizi di portineria "partecipata" e interventi per recuperare e riqualificare gli edifici. Uno, presentato da Carmela Rozza del Pd, impegna il governatore e il presidente del consiglio regionale ad avviare un gruppo di lavoro tra le direzioni generali competenti e la commissione territorio per elaborare una modifica della legge regionale vigente. 

"Si tratta di ritocchi cosmetici che non incidono sui gravi problemi di fondo", argomenta Nicola Di Marco (Movimento 5 Stelle). "Ci sono 25 mila nuclei che hanno diritto a una casa nella Città Metropolitana di Milano e la aspettano ancora. A Milano ci sono circa 10 mila alloggi non assegnabili perché non a norma. I nuclei familiari a disagio abitativo prolungato sono ormai migliaia. Chiediamo anche il rispetto della legge che prevede il portierato in tutti gli stabili Aler, ma anche l'innalzamento delle soglie Isee che determinano la decadenza dal diritto alla casa popolare, oggi troppo basse".

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"Rendiamo permanenti i regolamenti sperimentali che hanno inserito il mix sociale nell'assegnazione delle case popolari", ribatte Andrea Monti (Lega), relatore della legge: "Il vecchio sistema delle graduatorie si era rivelato inadatto alle mutate esigenze della società, ma soprattutto tendeva ad avvantaggiare i soliti noti, ovvero gli stranieri, forti di nuclei famigliari più numerosi rispetto a quelli dei lombardi".

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