La storia / San Donato

La donna disabile che vive in garage (ma paga l'affitto) perché il comune le ha assegnato un alloggio al quarto piano senza ascensore

L'assurda vicenda di Paola, 59enne con una seria disabilità motoria e cardiaca, che non potendo raggiungere l'appartamento vive nel box. La replica del comune di Monza

Paola vive in garage. Quando fa freddo si trasferisce dalla mamma o da qualche amica. La ospitano per qualche giorno, poi ritorna nel box. Ma ogni mese paga puntualmente i 288 euro dell’affitto di quell’alloggio comunale nel quartiere di San Donato che il comune le ha assegnato, ma che lei non può utilizzare. Paola, infatti, ha una seria disabilità motoria (è invalida al 75%) e problemi cardiaci e per lei è un’impresa impossibile raggiungere quella casa al quarto piano senza ascensore.

L'unica volta che è salita è finita in ospedale

A raccontare l’assurda vicenda è la protagonista: 59 anni, disoccupata da un anno, con due figli maggiorenni (uno con disabilità) che purtroppo, a causa di un matrimonio finito male, ha perso la casa. Nel 2021 il comune di Monza le ha assegnato un alloggio al quarto piano in quella palazzina senza ascensore. “Ho fatto subito notare che per me era impossibile abitare in quella casa - ha spiegato a MonzaToday -. Ma mi hanno riferito che se l’avessi rifiutata sarei rimasta senza casa e avrei dovuto partecipare al bando successivo. Ho quindi accettato, ho chiamato un’azienda specializzata per vedere se fosse possibile installare anche una sorta di montascale. Ma purtroppo, per la conformazione della scalinata e la disposizione delle porte di ingresso degli appartamenti non si può”. Paola solo una volta è riuscita ad aprire la porta di casa. “Sono salita con estrema fatica - continua -. Poi scendendo sono caduta e sono finita in ospedale con fratture al piede e sono rimasta un mese sulla sedia a rotelle, ospite da mia madre”. Paola ha più volte richiesto la possibilità di cambiare alloggio.

Che cosa chiede Paola

“Cerco una casa a pianterreno - prosegue -. Non mi interesse il quartiere. So che a Monza, ancor prima di questo bando, c’erano alloggi liberi adatti alla mia condizione. Come ho già spiegato agli uffici e all’assessore io sono disponibile anche a far fare a mie spese piccoli interventi di manutenzione. Ma mi è stato più volte ribadito che di alloggi a pianterreno, o adatti alle mie condizioni con l’ascensore non ce ne sono”. L'alloggio a San Donato resta vuoto, anche se la donna paga l'affito. "Non può viverci neppure mio figlio - aggiunge -. Con la sua fragilità la sera ha paura di stare da solo e quindi va a dormire a casa della nonna. Io purtroppo quella scalinata non posso farla. Peraltro quando ho partecipato al bando nella modalità di compilazione automatica non era consentito inserire più di una persona diversamente abile. Io ho inserito mio figlio che però non ha una disabilità motoria, ma ho fatto subito notare che anche io avevo seri problemi di salute. Che, però, vista l'assegnazione di quell'alloggio non devono essere stati presi in considerazione".

Il sindacato: "Una situazione assurda"

Paola si è quindi rivolta ad As.i.a (Associazioni inquilini abitanti) che si è presa a cuore la sua vicenda. “Tutto questo non è ammissibile - commenta Michele Quitadamo, referente di As.i.a -. La situazione di Paola è molto grave, e purtroppo non è la sola. Come è possibile tutto questo? Come è possibile che non ci siano case disponibili per un cambio alloggi? Non è neanche possibile che gli uffici comunali davanti alle perplessità documentate ed evidenti di un cittadino che non può accedere a quel tipo di alloggio replichino dicendo che se si rinuncia bisognerà partecipare al bando successivo”.

La replica del comune di Monza

La redazione di MonzaToday ha contattato il comune per avere delucidazioni in merito alla vicenda. Dopo primi chiarimenti che confermavano la conoscenza della storia di Paola da parte del comune di Monza, nel pomeriggio di martedì 18 aprile è arrivata una risposta più dettagliata dell'Ufficio Alloggi che precisa che il contratto è stato sottoscritto a novembre 2021.

"A quella data - si legge nella nota ufficiale dell'Ufficio alloggi - le invalidità dichiarate consentivano l’assegnazione dell’alloggio in questione tanto che, a seguito del sopralluogo preliminare, il nucleo familiare non aveva espresso particolari perplessità rispetto all'assenza dell'ascensore. Il nucleo familiare è composto da due persone, madre e figlio. Il figlio ha preso correttamente la residenza presso l'alloggio entro i tempi previsti, la madre per ben 11 mesi non ha fissato lì la sua residenza: pertanto quando si sono aggravate le condizioni di salute e l'ufficio ha proposto al nucleo di presentare domanda di cambio alloggio, l’operazione è risultata impraticabile in quanto il soggetto bisognoso del cambio non risultava residente in Via Giotto. Finalmente a ottobre 2022 anche la signora ha spostato la sua residenza in Via Giotto e a questo punto il nucleo, sanando la morosità pregressa, ha le carte in regola per accedere al cambio alloggio, pratica che è tuttora al vaglio degli uffici".

Articolo aggiornato il 18 aprile alle ore 16.45

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