Studi / Desio

È rischioso il lavoro dell'agricoltore? Gli scienziati brianzoli cercano una risposta

Al via una ricerca condotta dall'ospedale Pio XI di Desio in collaborazione con le università

Lavorare nei campi è rischioso? Non solo per eventuali incidenti con trattori o altri mezzi, ma anche per le inalazioni di sostanze utilizzate nell’agricoltura? A cercare di dare una risposta saranno i medici brianzoli e gli studiosi di alcuni atenei lombardi. Questo il tema al centro di un importante studio sulla “caratterizzazione dell’esposizione al particolato sottile di origine agricola e sugli effetti sulla salute della popolazione” coordinato dalla struttura di Medicina del Lavoro, Igiene e Tossicologia industriale e ambientale di ASST Brianza.

Lo studio nasce dalla collaborazione con Regione Lombardia e con l’impegno della Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione. La ricerca è iniziata alla fine del 2022 con l’organizzazione di tutto il know how utile a programmare le diverse fasi della ricerca. A supporto dello studio sono state acquisite tecnologie (uno spettrometro per nanoparticelle e uno spirometro portatili oltre a strumenti di campionamento), con un investimento di oltre 55.000 euro.

Lo studio, di cui è referente scientifico la Medicina del Lavoro del Pio XI, diretta da Paolo Mascagni, è multicentrico: prevede la partecipazione di centri autorevoli, nell’ambito della ricerca, sul versante ospedaliero e universitario (dalla Bicocca all’Università di Milano).

È uno studio osservazionale: “Serve sostanzialmente a capire se esiste un rischio per i lavoratori all’esposizione a sostanze che si producono durante le attività agricola -. precisa Mascagni -. Nella fattispecie alle cosiddette polveri sottili che, come noto, sono di origine naturale o antropica. Naturalmente si spera che di effetti non ce ne siano. Tuttavia se ce ne fossero non sono misurabili con le tecniche tradizionali. Per questo metteremo in campo metodiche diagnostiche molto fini”.

Lo studio proseguirà fino alla fine del 2024. La ricerca sarò organizzata in più fasi: ci sarà una prima parte istruttoria, una seconda di raccolta dati, in diverse realtà e aree lombarde, e una terza di analisi e valutazione di questi ultimi. Saranno esaminate e considerate anche le problematiche cliniche dell’esposizione al particolato sottile che sono essenzialmente di tipo respiratorio e cardiocircolatorio.

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