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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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"Sei colpevole: paga o ti arrestiamo": la truffa della falsa email della polizia

La denuncia di un libero professionista monzese

Quando ha ricevuto l'email con il mittente della polizia di Stato si è subito preoccupato. Poi quando ha letto il contenuto per poco non ha avuto un infarto: "Lei è accusato di un furto. Ha tempo 4 giorni per presentarsi in questura per saldare il suo debito pagando, altrimenti veniamo a prelevarla direttamente presso il suo domicilio". 

"Sono stato accusato di un furto"

Destinatario del falso provvedimento un professionista monzese. "L'email all'apparenza può trarre in inganno - spiega il 50enne a MonzaToday -. C'è anche la firma, con tanto di grado, del poliziotto. Scritta nel tipico linguaggio burocratese delle comunicazioni che arrivano dalle forze dell'ordine e dai tribunali". L'uomo la prima volta aveva cestinato l'email dove veniva accusato di furto e lo si invitava ad andare in comando per pagare il suo debito. Poi, però, quando a distanza di pochi giorni ne ha ricevuta un'altra, sempre con lo stesso stile linguistico, ma questa volta intimando l'arresto, allora si è rivolto a un legale.

Un'email scritta in perfetto burocratese

"Mi sono preoccupato perchè pur essendo innocente quel tono e quelle minacce mi hanno fatto paura - prosegue -. L'avvocato mi ha spiegato che non sono il primo ad aver ricevuto questa email. Ne stanno girando parecchie, anche con richiesta di denaro ben maggiori per reati anche molto gravi come per esempio le violenze sessuali. Mi ha spiegato che alcune volte vengono richieste piccole somme per piccoli reati, e alcune persone, purtroppo, hanno abboccato temendo di finire davanti al giudice".  L'invito è sempre quello di essere prudenti. Al primo dubbio contattare subito le forze dell'ordine. Naturalmente si ricorda che le notifiche non vengono effettuate tramite email e soprattutto non vengono mai richiesti soldi. 

I consigli della polizia di stato

"E’ in corso una massiva campagna di phishing attraverso false email e messaggi social realizzati indicando nel testo il nome del direttore centrale anticrimine della polizia di stato, così come del capo della polizia, del direttore della polizia postale e di altri rappresentanti delle forze dell'ordine - fanno sapere dalla questura di Monza -. Tali falsi messaggi, scritti in diverse lingue, utilizzano anche logo della Repubblica Italiana, del Ministero dell’Interno, di Europol o della Polizia, e prospettano alla vittima un'inesistente indagine penale nei suoi confronti; il tutto allo scopo di causare agitazione nel destinatario, inducendolo a ricontattare i truffatori ed esponendosi in tal modo a successive richieste di pagamenti in denaro o comunicazione di propri dati personali. Attenzione! La polizia postale raccomanda di diffidare da simili messaggi. Nessuna forza di polizia contatterebbe mai direttamente i cittadini, attraverso email o messaggi, per richiedere loro pagamenti in denaro o comunicazioni di dati personali, dietro minaccia di procedimenti o sanzioni penali".

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