Ville e alberghi coi soldi "truffati": arrestato un imprenditore

All’uomo, molto noto nel settore immobiliare, sono stati sequestrati ottantacinque milioni di euro di beni: erano stati costruiti con i soldi di frodi fiscali

La guardia di finanza di Milano nell'ambito dell'operazione denominata "Fake trust", ha smantellato un'associazione a delinquere finalizzata ad illecite attività di investimento.

In particolare i militari hanno arrestato un imprenditore edile, di origini legnanesi, con attività nel comparto immobiliare, Giuliano Gavinelli, e il suo braccio destro, che però è ai domiciliari.

Bilancio dell'operazione, il sequestro di beni per oltre ottantacinque milioni di euro. Le indagini, condotte per circa due anni dai militari del Gruppo di Milano, hanno permesso di accertare come l'organizzazione criminale, attraverso società svizzere, svolgesse da anni un'illecita attività d'investimento.

Le fiamme gialle infatti hanno messo i sigilli al 'Champoluc Paradise Resort' in Val d'Aosta, ad un complesso immobiliare a Besana Brianza costituito da sei appartamenti, due negozi, quattro box e sei posti auto, ad una villa a San Michele di Pagana a Rapallo, all'albergo 'Le Miramonti Wellness Hotel' a La Thuile, a diversi appartamenti di pregio a Courmayeur, a diversi immobili commerciali ed abitazioni in Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta, a un'imbarcazione e a quote societarie.

Secondo le indagini, Gavinelli e i suoi complici si sarebbero serviti tra Italia, Svizzera e Lussemburgo, di una quindicina di società tra cui l'immobiliare La Grolla, La I.R. Srl già Millenium Holding Capital Spa, la società agricola San Marzano Oliveto Srl e altre.

L'organizzazione avrebbe investito i soldi, frutto di evasione fiscale, in società in stato prefallimentare per poi successivamente svuotarle. Sarebbero stati creati dei trust liquidatori fittizi ai quali trasferire l'attivo delle aziende decotte privandole del loro patrimonio destinandole al fallimento.

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Nelle carte dell’inchiesta, però, quello di Gavinelli non è l’unico nome. L’imprenditori avrebbe infatti corrisposto all'ex senatore Sergio De Gregorio 150mila euro provenienti dalle casse delle società fallite. Anche il politico è indagato per bancarotta. Il denaro sarebbe stato versato all'Associazione internazionale Italiani nel mondo, fondata proprio da De Gregorio.

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