Un angolo verde di Monza strappato allo spaccio di droga grazie a blitz polizia: "Ora torni a essere dei cittadini"

Il ringraziamento del sindaco di Monza Dario Allevi e dell'amministrazione comunale: "Auspichiamo che anche in futuro resti alta la guardia e che i giardini di via Visconti siano riconsegnati una volta per tutte alle famiglie e ai cittadini"

Un angolo verde che torna alla città, un giardinetto dove andare e trascorrere del tempo in famiglia o con gli amici e non da cui fuggire perchè occupato "militarmente" da gruppi di spacciatori che vendono droga a ogni ora. Dopo i 53 arresti portati a termine dalla Squadra Mobile della questura di Monza nell'ambito dell'indagine "Dedalo" che ha fermato una rete di spaccio attiva nella zona di via Azzone Visconti, il sindaco Dario Allevi e l'amministrazione comunale - a nome dell'intera città - hanno ringraziato le donne e gli uomini della polizia di Stato e la Procura.

“Ringraziamo la Questura e la Procura di Monza per l’impegno costante dedicato a questa lunga indagine che è sfociata nel maxi-blitz di ieri - affermano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Sicurezza Federico Arena – Oggi è finalmente affiorata la profondità della rete dello spaccio in quell’area e sono state ascoltate le richieste di legalità e di sicurezza di molti residenti della zona e non solo”.

“Auspichiamo che anche in futuro resti alta la guardia e che i giardini di via Visconti siano riconsegnati una volta per tutte alle famiglie e ai cittadini: da parte nostra garantiamo la massima collaborazione nel presidio del territorio insieme agli agenti della Polizia Locale e la prosecuzione dell’impegno nella attività di prevenzione nelle scuole”.

Operazione "Dedalo": gli arresti

Il blitz è scattato nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre e la Squadra Mobile della Questura di Monza, che ha lavorato in collaborazione con 160 uomini di rinforzo inviati dal Ministero dell'Interno e con i colleghi di altre province, ha effettuato i primi fermi sorprendendo gli spacciatori proprio sul posto di "lavoro". Martedì mattina poi sopra la città di Monza si è alzato in volo anche un elicottero del Reparto Milano Malpensa e gli agenti hanno effettuato perquisizioni e controlli in città e in alcuni comuni della provincia dove sono stati raggiunti i destinatari dell'ordinanza. L'indagine - denominata "Dedalo" proprio per la complessità di rapporti emersi tra i diversi soggetti, di etnie differenti ma in rapporti di reciproca collaborazione tra loro - è iniziata nell'ottobre 2019 ed è stata coordinata dai sostituti procuratori della Procura della Repubblica di Monza Salvatore Bellomo e Sara Mantovani. Sono state cinquantatré le ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito dell'inchiesta e - hanno specificato da via Montevecchia - quasi tutte sono state eseguite. Ora 38 persone si trovano in carcere, 2 soggetti sono invece agli arresti domiciliari e per gli altri 13 è scattato il divieto di dimora nelle province di Monza e Brianza, Milano, Como e Lecco. 

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VIDEO | Blitz in via Azzone Visconti

Un "dedalo" di spacciatori - marocchini, gambiani, nigeriani e senegalesi soprattutto - e un viavai continuo di clienti, con un centinaio di cessioni che ogni giorno, alla luce del sole, avvenivano sotto gli occhi degli investigatori che da tempo stavano monitorando l'area. In via Visconti arrivavano clienti di ogni età, dagli studenti (molte studentesse anche) minorenni ai clienti abituali che - a volte - non trovando il proprio spacciatore di fiducia lo contattavano al telefono per farsi poi raggiungere. Il "business" della cocaina era gestito dai pusher di origine marocchina mentre hashish e marijuana erano le merce trattata dai "colleghi" dell'Africa occidentale, molti dei quali cittadini richiedenti asilo.

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