"Crociata" contro la 'ndrangheta: sgominata la locale di Mariano Comense

Ventisei gli arresti. L'indagine, condotta dal gruppo dei Carabinieri di Monza e iniziata nel 2013, ha portato all'arresto di diversi pluripregiudicati in Brianza

Foto Stiben Mesa Paniagua/MilanoToday

Gli “affari” della locale di ‘ndrangheta di Mariano Comense non si limitavano al traffico di stupefacenti: oltre ai fiumi di droga che l’organizzazione criminale riversava sui mercati lombardi e nelle piazze di spaccio calabresi c’erano anche le entrate “extra” ottenute grazie alle rapine, all’usura e ancora alle estorsioni a cui i membri sottoponevano i commercianti del territorio.

I “giochi” per l’intera “locale” di Mariano Comense però sono finiti all’alba di giovedì mattina quando i carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, Dott. Andrea Ghinetti, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 26 persone. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale degli stupefacenti, usura, estorsione e rapina. L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Monza, è iniziata nel 2013 sulla scia dell’operazione "Infinito".

Con l’indagine “Crociata” i militari brianzoli hanno smantellato la cosca di Mariano Comense, nel comasco, il cui anziano capo della “Locale”, l’81enne Salvatore Muscatello, attualmente detenuto nel carcere di Opera, è indicato da un collaboratore di giustizia quale capo "Crimine" de "La Lombardia", la struttura sovraordinata di raccordo delle almeno 16 “Locali” presenti nella Regione. Gli inquirenti hanno acquisito nei confronti di undici fra gli arrestati, “incontrovertibili elementi probatori in ordine alla loro affiliazione alla ‘ndrangheta” e gli accertamenti hanno permesso di portare alla luce anche i flussi di approvvigionamento di sostanze stupefacenti che, insieme alle estorsioni e all’usura, finanziavano la cosca. Da Mariano Comense l’influenza della “locale” si estendeva attraverso la Brianza toccando Giussano, Seregno, Arosio, Desio, arrivando nel comasco e fermandosi soltanto alle porte di Monza.

Tra i ventisei arrestati, tutti uomini eccetto una donna, gli inquirenti hanno individuato un gruppo criminale dedito alle rapine che coinvolgeva anche il direttore di un ufficio postale, G. Farina, insieme ad altri quattro soggetti di cui tre pregiudicati già finiti in manette a Barlassina nel 2013. Accanto alle rapine ad approvvigionare le casse della “locale” ci pensava anche il traffico di sostanze stupefacenti gestito da quattro esponenti aiutati da undici collaboratori a vario titolo coinvolti. Al vertice del gruppo criminale finito in manette ci sono anche esponenti della famiglia Muscatello. Nel corso delle indagini all’attenzione degli inquirenti è arrivato anche il disaccordo tra la figura del capo, Salvatore Muscatello, e quella di un affiliato, Medici, che rivendicava per sé un ruolo di maggiore preminenza all’interno della struttura con numerose “discussioni” che hanno coinvolto anche i vertici criminali in Calabria.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati diversi quantitativi di droga: 167 kg di marijuana nel 2014, altri 15 kg di hashish e quasi 4 kg di cocaina tra il settembre 2014 e il gennaio 2015.

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