Sgominata banda di ladri albanesi: almeno sedici colpi

Quattro fermi di indiziato delitto tra Cassano d'Adda e Paderno Dugnano. I malviventi riuscivano a colpire anche più abitazioni in un giorno

Uno dei colpi messi a segno dalla banda

Sono tutti pregiudicati a vario titolo per ricettazione, furto e possesso di arnesi atti allo scasso i quattro “topi d’appartamento” albanesi che sono finiti in manette all’alba di lunedì mattina tra Cassano d’Adda e Paderno Dugnano. I presunti ladri sono ritenuti responsabili di almeno dieci furti in abitazione e sei tentate intrusioni effettuate solo nel mese di febbraio tra le province di Padova, Varese e Vicenza.

Per i quattro cittadini albanesi, il 27enne Nikolli Aldush, il 20enne Vuka Osvaldo, il 23enne Tragaqi Kristjan e il 37enne Tryci Stiljan, sono scattate le manette nelle prime ore della mattinata quando il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Monza, in collaborazione con personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria e la Compagnia di Cassano d’Adda ha dato esecuzione a quattro decreti di fermo di indiziato di delitto, emessi dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, Grazia Colacicco.

La banda agiva rapida e a colpo sicuro e senza alcuna esitazione. Il piano messo in scena dai quattro banditi per ogni furto era sempre lo stesso: due malviventi si occupavano dell’esecuzione materiale del colpo, un terzo uomo restava in macchina pronto a ripartire insieme ai complici dopo aver svuotato un appartamento mentre il quarto collega aspettava in strada facendo da “palo”. I malviventi si introducevano nelle abitazioni forzando porte o finestre con arnesi da scasso, sottraendo la refurtiva in pochissimi minuti e puntando soprattutto a contanti e preziosi. In più occasioni la banda era addirittura riuscita a colpire addirittura anche più di un obiettivo nello stesso giorno e il 13 febbraio scorso a Rubano, in provincia di Padova, i malviventi erano riusciti a svaligiare quattro abitazioni in poco più di un’ora.

“Le catture costituiscono una parziale conclusione di una più vasta indagine tuttora in atto, tesa a contrastare la criminalità predatoria nell’est milanese” fanno sapere dal comando provinciale dei carabinieri di Milano che lo scorso gennaio aveva fermato altri quattro pregiudicati albanesi (di cui due irregolari sul territorio nazionale) per furti commessi in provincia di Mantova e Bergamo. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza sono riusciti ad arrivare alla banda attraverso una certosina analisi dei tabulati di traffico telefonico, riuscendo a documentare “da remoto” la presenza e l’attività degli indagati nonostante questi evitassero di dialogare attraverso il telefono e comunicavano tra loro solo a furto avvenuto per ricongiungersi in luoghi preventivamente concordati.

Durante l’indagine parte del tesoro della banda è stato rintracciato nel vano airbag dell’autovettura in uso ai malviventi dove i ladri avevano nascosto oro, preziosi, orologi e gioielli. Sul conto della refurtiva sono già in corso accertamenti per risalire ai legittimi proprietari.

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