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Cronaca Besana in Brianza

Documenti falsi per il reddito di cittadinanza, denunciate 5 donne in Brianza

L'indagine

Tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Queste le accuse di cui dovranno rispondere cinque donne di origine romena denunciate dai carabinieri della stazione di Besana Brianza per una presunta truffa per ottenere il reddito di cittadinanza.

Si presentavano agli uffici postali con documenti falsi, con certificati fittizi e poi intascavano le cifre del sussidio senza però averne diritto. Le indagini sono iniziate in seguito a un episodio sospetto e all'arresto in flagranza di reato di una donna che si era presentata in posta con un bambino al seguito che non era nemmeno figlio suo lo scorso febbraio.

Dagli approfondimenti è poi emerso che non era un episodio isolato e così sono state rintracciate e denunciate cinque donne tra i 32 e i 61 anni, tutte residenti a Milano che, attraverso la presentazione di false documentazioni, erano riuscite a trarre in inganno gli impiegati dell'Inps e a ottenere il reddito di cittadinanza. I militari, svolgendo accertamenti incrociati con l’Agenzia delle Entrate, sono riusciti ad accertare che l'avvio della pratica avveniva con procedura online sul sito dedicato poi le donne presentavano la falsa documentazione presso un Centro Assistenza Fiscale di Milano che la trasmetteva all'Inps e poi arrivava il codice pin e la tessera pre-caricata veniva ritirata in posta. 

Falsi anche i certificati che attestavano i 10 anni di residenza in Italia (requisito minimo) così come i certificati di attribuzione di codice fiscale (utilizzati al posto del classico tesserino poiché più facilmente falsificabili).

Reddito di cittadinanza, 30 denunce a Monza

Un'indagine analoga ha visto impegnati i carabinieri della compagnia di Monza che hanno denunciato trenta persone per una truffa per il reddito di cittadinanza. A partire dal mese di settembre sono state controllate circa 300 persone, residenti in città, percettori di reddito di cittadinanza. E trenta di questi sono risultati irregolari perchè dai riscontri dei militari è emerso che beneficiassero del sussidio abusivamente. 

Sono state effettuate indagini patrimoniali sui redditi dei percettori e dei familiari e approfondimenti sulla cittadinanza, il soggiorno, i carichi pendenti e le condanne incrociando i dati con la documentazione fornita dall'Inps di Monza. E si è scoperto che i trenta per modificare la propria situazione reddituale per rientrare nei parametri per l'ottenimento del beneficio si sono resi responsabili di false dichiarazioni: includendo figli a carico inesistenti, omettendo redditi provenienti da coniugi o l'indicazione di proprietà tra cui beni mobili e immbili. A Monza inoltre è stata scoperta un'intera famiglia, tutti percettori di reddito di cittadinanza e proprietari di abitazioni, alcune collocate anche fuori provincia. Tra le truffe portate alla luce anche quelle messe in atto da alcuni cittadini stranieri che attestavano di essere residenti in Italia da almeno dieci anni ma che in realtà erano giunti qui soltanto da pochi mesi. 

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