Lea Garofalo, l'antropologa conferma: i resti sono della donna

Fu uccisa dall'ex marito Carlo Cosco e da altre cinque persone: tutti sono stati condannati all'ergastolo in primo grado

MONZA - Omicidio Garofalo, i resti ritrovati sono della donna. Davanti ai giudici sono stati ascoltati l'antropologa Cattaneo e un archeologo che hanno firmato una consulenza tecnica per il pm Marcello Tatangelo dalla quale risulta la compatibilità dei resti ritrovati in un magazzino a Monza con Lea Garofalo. In sostanza, Cattaneo ha spiegato che le condizioni dei resti rintracciati coincidono con la testimonianza del pentito Carmine Venturino, il quale ha raccontato ai magistrati che il corpo della donna venne bruciato e che le ossa vennero spezzate, mentre il cadavere era in fiamme, con una pala.

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"C'é l'indicazione certa - ha spiegato l'antropologa - che le ossa sono state frammentate durante le combustione". Il consulente ha anche escluso che la donna sia stata sciolta nell' acido, come si era pensato fino alla sentenza di primo grado e prima che il pentito lo scorso luglio facesse nuove rivelazioni sulle modalità dell'omicidio. Il processo dovrebbe proseguire con l'interrogatorio in aula di Carlo Cosco, l'ex compagno di Lea, che nelle scorse udienze ha reso una confessione choc, attribuendosi la responsabilità dell'omicidio dopo oltre tre anni dai fatti.

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