Negati gli arresti domiciliari al padre che picchiò il figlio di tre mesi

L'uomo aveva presentato al gip del Tribunale di Monza la richiesta di scontare la pena agli arresti nell'abitazione della madre, ma la richiesta è stata respinta

Ad arrestarlo gli uomini della Polizia di Stato di Monza

Ha picchiato il proprio bimbo di soli tre mesi causandogli segni sul corpo e alla testa e, dopo essere stato arrestato dagli uomini della Polizia di Stato di Monza per lesioni aggravate, avrebbe voluto scontare la pena agli arresti domiciliari, per fortuna non in quella casa di Monza dove aveva picchiato il piccolo ma nell’abitazione della madre.

L’uomo, un 35enne italiano, resterà invece in carcere.

E’ questa la decisione del gip del Tribunale di Monza Magelli che ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dall’uomo, ritenendo ancora necessaria la custodia cautelare in carcere.

Intanto si aspettano i risultati della perizia legale disposta sul piccolo per verificare se il neonato avesse già subito altre botte in precedenza mentre la madre per ora sembrerebbe essere estranea a tutta la vicenda.

Le lesioni sul corpo del piccolo non erano passate inosservate ai medici dell’Ospedale San Gerardo che il 7 ottobre hanno visitato il neonato per un normalissimo controllo e, di fronte a quel corpicino segnato, hanno poi attivato l’indagine della Polizia di Stato di Monza che ha fatto scattare le manette per il padre.

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