Profughi nel condominio di via Asiago, prefetto e sindaco incontrano i residenti

Dopo le proteste dei mesi scorsi sulle scelte di gestione dell'accoglienza nello stabile il prefetto e il sindaco di Monza hanno incontrato i residenti che annunciano: "Siamo pronti a tutto"

Gli ospiti di via Asiago

Quattro ore di confronto e solo qualche piccolo passo avanti che, per chi nel condomio "dell'accoglienza" ci vive, non è abbbastanza. Dopo mesi di proteste e lettere inviate alle autorità nella speranza di essere ascoltati, mercoledì pomeriggio i residenti della palazzina di via Asiago dove vivono trentaquattro persone (unidici sono bambini) insieme a 130 migranti in attesa del riconoscimento del diritto d'asilo, si sono seduti attorno a un tavolo in Prefettura per un incontro.

Il confronto, iniziato alle 13 di mercoledì e proseguito fino a sera, ha visto la presenza del prefetto di Monza e Brianza Giovanna Vilasi, del sindaco Roberto Scanagatti a cui i residenti in estate avevano inviato una missiva chiedendo tutele e attenzioni e dell'assessore alle Politiche Sociali Cherubina Bertola. L'incontro è stato organizzato grazie al primo cittadino monzese che lo scorso 30 agosto, incontrando i residenti, si era impegnato per un confronto che avrebbe visto coinvolta anche la Prefettura per avanzare soluzioni in relazione alla gestione dell'accoglienza nello stabile che non risponde al modello "diffuso" adottato dal territorio brianzolo che fin da subito ha cercato di evitare concentrazioni numericamente importanti di ospiti in una stessa struttura. 

In via Asiago però così non è stato e i residenti, come hanno più volte dichiarato, presto hanno iniziato a sentirsi "ospiti" in casa propria. Tra le problematiche sollevate dai condomini e portate all'attenzione delle autorità in relazione agli immobili dove sono ospitati cittadini stranieri c'è stata soprattutto la questione sicurezza. Sono stati chiesti maggiori controlli sugli accessi per evitare che di notte la palazzina possa trasformarsi in un punto di appoggio per altri stranieri non residenti e una tutela più incisiva per garantire il decoro e il rispetto dello stabile, incrementando soprattutto l'illuminazione.

Da parte del prefetto è stata confermata la volontà di proseguire con un costante controllo da parte delle forze dell'ordine che garantiranno una adeguata sorveglianza nel quartiere. I migranti inoltre, ha assicurato il prefetto, progressivamente diminuiranno e gli attuali ospiti, tutti uomini, potrebbero essere sostituiti con nuclei familiari richiedenti protezione internazione. Una magra consolazione rispetto alla richiesta avanzata dai residenti di azzerare immediatamente il numero degli stranieri o almeno di liberare il terzo piano della scala C dove risiedono due famiglie proprio sullo stesso piano degli ospiti.

"Dopo undici mesi io sfido chiunque ad avere la nostra pazienza" ha commentato Tatiana Russi, 29 anni, residente in via Asiago e presente mercoledì all'incontro in Prefettura. "Il nostro rammarico maggiore è che non sia stato fatto nulla dall'inizio e dopo aver provato a farci ascoltare in comune ed essere andati in Prefettura noi adesso siamo pronti a tutto, anche a rivolgerci a Roma" ha aggiunto.

La prefettura si è impegnata per farsi promotrice nei confronti dell'ente gestore della struttura di accoglienza delle richieste dei residenti e per garantire una migliore illuminazione pubblica nell'area. Durante la riunione poi sono stati individuati alcuni referenti tra i condomini con i quali, anche nei prossimi mesi, continuerà il confronto sulle problematiche relative alla questione dell'accoglienza in via Asiago. Tutto questo però per gli abitanti che non si sentono liberi di rincasare, muoversi e parlare senza essere seguiti fino alla porta di casa da chi dovrebbe occuparsi di controllare gli ospiti e invece "vigila" sui residenti, è ancora poco. "Mi aspettavo qualcosa di più da questo confronto" ha aggiunto Tatiana Russi - "La Prefettura mi è sembrata molto ferma sulle proprie posizioni e non c'è davvero stata una volontà di venirci incontro. Vedremo se qualcosa cambierà davvero". 

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Intanto nello stabile di via Asiago ogni giorno la tensione per quella convivenza forzata cresce: gli ospiti si sentono "di troppo" e mal sopportano quel soggiorno obbligato mentre i residenti ogni giorni vedono il proprio condominio dove pensavano di vivere con le proprie famiglie in tranquillità, trasformato in un centro di accoglienza dove per le scale l'intonaco appare già scrostato, sul soffitto il bianco è macchiato da infiltrazioni e sui gradini ogni giorno si inciampa in una serie infinita di "sputi" che "è il peggiore gesto di disprezzo che si possa fare" ha sottolineato Tatiana che, la scorsa settimana, per la tensione causata da questa situazione ha avuto un cedimento ed è stata accompagnata in ambulanza in ospedale. "Ci sentiamo presi in giro" hanno ribadito ancora una volta i residenti che dopo tanto tempo sono riusciti almeno a farsi ascoltare.

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