Seregno, Giacinto Mariani: "Sono pronto per il Pirellone"

Stanco dell'aria malsana che si respira nel parlamentino locale, potrebbe togliere il disturbo se ottenesse dal Carroccio una candidatura in Regione

Il sindaco di Seregno Giacinto Mariani

SEREGNO – Il «sindaco dalle sette vite» è di nuovo in corsa. Dopo essere riuscito a tagliare il panettone e a traghettare la sua giunta fino al 2013, Giacinto Mariani è alla ricerca di una nuova via d’uscita. L’ennesima. E questa volta punta in alto. Molto in alto. Per la precisione, all’ultimo piano del Pirellone.

Ieri il sindaco di Seregno si è candidato alla corsa per conquistare un seggio nel consiglio regionale lombardo. Per quale partito? «La Lega Nord, naturalmente – risponde con serafica ironia Mariani -. Ho lavorato a lungo per il Carroccio e sono ancora a disposizione per il movimento in cui credo».

CARISMA - Uomo di mondo, Mariani sa che gli spazi di manovra per riuscire a sopravvivere nel consiglio comunale di Seregno sono sempre più stretti. Sa anche che i leghisti da tempo vorrebbero scaricarlo, ma non ci riescono. Così, ha lanciato loro una via d’uscita: se gli offrissero un seggio in Regione, potrebbe essere lui a togliere il disturbo. Una «separazione in casa», insomma.

La forza di Mariani è la debolezza di tutti gli altri partiti. E lui lo sa. La Lega Nord in paese non ha ancora un leader con il suo stesso carisma. E il suo futuro è a rischio. Tanto più che l’ex onorevole leghista Francesco Formenti si è rimesso in corsa con un nuovo movimento: l’Unione Padana.

PDL E PD - Il Pdl sostiene ancora Mariani: sa che – in questa fase difficile – prendere tempo è la migliore soluzione. Sa pure che – nella migliore delle ipotesi – in futuro potrebbe ottenere al massimo la metà dei voti che ha oggi. Dunque, perché affrettare i tempi?

Quanto al Pd, anche la coalizione di centrosinistra si presenta quanto mai divisa alla meta e vuole allontanare lo spettro delle elezioni anticipate. Ma qualcosa – nella galassia in esplosione dell’opposizione - si sta muovendo. L’eterno sconfitto Pietro Amati (Pd) e Guido Trabattoni (Udc) si sono «fidanzati» ufficialmente. Quanto a Piergiorgio Borgonovo, un politico molto stimato a Seregno, si è schierato apertamente per il premier Mario Monti e potrebbe riuscire a catalizzare il voto dei moderati.

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I tempi dunque sono maturi perché Giacinto Mariani riprenda l’impermeabile dall’attaccapanni del suo ufficio a Palazzo Landriani. Tolga il disturbo e rinunci volontariamente alla guida di Seregno. In bellezza, dopo due mandati e lasciando tutti di stucco, con un abile coup de theatre.

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