Fan e sostenitori fuori dalla casa pignorata di Morgan a Monza: sfratto rinviato

Venerdì mattina a Monza

Morgan, intervistato all'interno della sua casa (B&V Photographers)

Fan, sostenitori, avvocati e amici. Fuori da casa di Morgan, in via Adamello, a pochi passi dal centro storico di Monza, in tanti venerdì mattina hanno accolto l'invito dell'artista, ex leader dei Bluvertigo, mostrando la propria solidarietà contro il pignoramento della casa disposto dal Tribunale di Monza a fine 2017.

C'è chi in segno di solidarietà ha intonato i motivi che hanno reso noto al grande pubblico Marco Castoldi e chi, semplicemente con la sua presenza, ha mostrato affetto e appoggio al cantante. Fuori dal cancello, campeggiano gli articoli 2,3, 4 e 9 della Costituzione che sanciscono il diritto al lavoro e ricordano che la Repubblica promuove lo sviluppo culturale e tutela il patrimonio storico. "Questa casa è un luogo di lavoro" e ancora "Questa casa è un museo" ha dichiarato Morgan, mettendolo nero su bianco e spiegando di essere "promotore della cultura a livello nazionale".

Sfratto rinviato

Venerdì mattina in via Adamello è arrivato anche l'ufficiale giudiziario ma lo sfratto è stato rinviato per motivi di salute. La casa dell'artista monzese era stata oggetto di un pignoramento da parte del Tribunale di Monza disposto a fine 2017 in seguito al mancato pagamento degli alimenti alle figlie Anna Lou e Lara, avute rispettivamente dalle ex mogli Asia Argento e Jessica Mazzoli.

VIDEO | Morgan parla dello sfratto

Già in passato il cantautore aveva cercato di spiegare la sua situazione, sostenendo che il motivo principale per cui si sarebbe indebitato sarebbe stata “la gestione fallimentare” del suo denaro da parte di una persona che poi sarebbe sparita. La situazione gli avrebbe quindi impedito di pagare gli alimenti.

"Lo sfratto è stato rinviato" - ha spiegato Morgan ai cronisti intervenuti dal suo salotto - "Ora in questo tempo dobbiamo riuscire a fare in modo di ricomprarmi la casa: paradossale visto che è una casa che io ho già pagato ma si è innescato un meccanismo che mi ha portato, non per causa mia, a contrarre dei debiti con lo Stato e da quel momento tutti i miei guadagni sono stati prelevati e io non ho più potuto svolgere la mia attività economica e pagare gli alimenti per le mie figlie".

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