Villasanta, Mx Group smette di produrre: rischiano operai ed impiegati

L'azienda villasantese fa capo alla stessa proprietà della Solar Day di Mezzago: si apre così la terza crisi industriale della Brianza per dimensioni dopo Alcatel e Bames-Sem. Cessazione di ramo d'azienda. Ma a rischiare non sono solo gli operai: i tagli potrebber riguardare anche gli impiegati

I cancelli della ditta questa mattina

VILLASANTA - La decisione è stata presa: Mx Group smetterà la produzione di celle fotovoltaiche a Villasanta, e così 95 lavoratori rischiano di trovarsi senza posto. Si apre così quella che per dimensioni è la terza crisi industriale in Brianza, dopo Alcatel e la vicenda di Bames e Sem. Non solo: la proprietà di Mx Group è la stessa della Solar Day di Mezzago, che conta 105 dipendenti: un totale quindi di 200 persone. "L'azienda non è disponibile a intervenire per la ricollocazione dei lavoratori, la trattativa quindi sarà difficile e lunga - spiega ai colleghi Gabriele Fiore, segretario di Fim Cisl Brianza dopo un incontro coi vertici terminato alle 14 di oggi pomeriggio. Dalle 8 di mattina gli operai hanno manifestato di fronte ai cancelli.

MATERIE PRIME - "Mx manterrebbe esclusivamente il supporto all'installazione degli impianti - riporta Fiore - oltre a fornire il know how per la realizzazione di una società in Serbia che produca i pannelli. Ma dai colloqui è emerso che non è automatico che la società serba sia di proprietà di Mx". Nei mesi scorsi si era parlato molto dell'azienda di via San Fiorano perchè era riuscita ad aggiudicarsi una commessa da 1,7 mld di euro in Serbia per il parco fotovoltaico più grande del mondo. . Rispetto alla scelta industriale di fermare la produzione si verrebbe a creare un esubero di 95 lavoratori nella sola Villasanta. Lo strumento per gestirla è la Cassa integrazione straordinaria per cessazione parziale di attività. "Ma  l'intenzione è chiederla per 110 dipendenti. Perché 110?  Per cautela,  e perché la cessazione di ramo d'azienda potrebbe portare anche a un  esubero degli impiegati". Secondo quanto riferito, per l'azienda  il problema non sarebbe il costo della manodopera italiana, ma il mercato drogato dalla concorrenza cinese. "Il costo del vostro lavoro - ha concluso il sindacalista rivolgendosi ai colleghi stremati dal caldo -  incide per il 10-20% del costo finale delle celle: l'80-90% è rappresentato dal  costo delle materie prime".

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