Sanità, gli affari del fedelissimo di Maroni: "Coi soldi del'ospedale mi pago il mutuo"

Fabio Rizzi, il presidente della commissione sanità del Pirellone arrestato martedì per un presunto giro di tangenti, parlava così di un ospedale da costruire: "Coi soldi pago il mutuo"

Fabio Rizzi (IInfoPhoto)

Un ospedale pediatrico in una terra difficile come il Brasile, per lui, era una sorta di bancomat da sfruttare al meglio. Non si faceva problemi a parlare di “due o tre operazioni grosse in ballo”, Fabio Rizzi, il presidente della commissione sanità in regione e braccio destro di Roberto Maroni arrestato martedì dai carabinieri per un presunto giro di tangenti e corruzione nella sanità lombarda.

Lui stesso, secondo quanto accertato dall’inchiesta coordinata dal tribunale di Monza, contava di potersi pagare un muto da cinquemila euro al mese grazie a "qualche affare societario" come, appunto, la realizzazione di un ospedale pediatrico in Brasile. Dalle intercettazioni e dagli atti dell'inchiesta, che ha portato a ventuno arresti, emerge infatti che il consigliere regionale avrebbero percepito "circa ottomila euro" al mese e "di questi ne versava mille e cinquecento alla Lega Nord e cinquemila di mutuo".

E proprio per pagare quel mutuo, come risulta da una telefonata tra il politico e la compagna, ora ai domiciliari, Rizzi era in attesa di "operazioni giuste" con cui sarebbe riuscito "a estinguere i mutui". Una delle “operazioni giuste” in questione sarebbe stata proprio la costruzione di un ospedale pediatrico in Brasile, “un’operazione - dice Rizzi al telefono - da un paio di milioni a testa”.

Rizzi, intercettato, direbbe alla compagna, Lidia Pagani: "Ci sono due o tre operazioni grosse in ballo". E lei: "Sì, ma cosa intendi per grosse? Come entrata?”. Rizzi: "Qualche milione di euro". Pagani: "Da dividere in quanti?". Rizzi: "Tre". Rizzi, insomma, non avrebbe mai agito da solo. E, almeno stando agli atti, avrebbe versato una sorta di stipendio mensile alla Lega Nord.

Anche per questo, ora, il centrosinistra sembra pronto a chiedere la mozione di sfiducia in regione per il governatore Roberto Maroni. Il documento, firmato da Pd e patto civico, sarà poi discusso al primo consiglio. Allora si saprà il futuro del governatore leghista, che si è detto “incazzato, stupito e deluso” per il tradimento di uno che era a tutti gli effetti un suo fedelissimo.

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