Sulla provincia di Monza e Brianza cala il sipario ma qualcosa resta

"Monza e Brianza nata sotto una cattiva stella. Vita, morte e miracoli di una Provincia durata cinque anni". Un libro per ricordare quanto fatto e spiegare quanto ancora si poteva lavorare

La presentazione del libro

"Parto dalla fine. Dalla fine di questa esperienza per ripercorrere cinque anni densi ed entusiasmanti, ricchi di soddisfazioni, di incontri e di lavoro intenso che hanno portato tanti risultati concreti per la Brianza che devono rimanere come eredità per chi prenderà il testimone".

Amareggiato, a tratti nostalgico, con il cuore al passato, a quell'ente che ha guidato e traghetterà al suo futuro incerto e uno al presente, alla realtà e al cambiamento. Sono queste le parole del presidente della Provincia di Monza e Brianza, Dario Allevi, che aprono il suo intervento nel volume "Monza e Brianza nata sotto una cattiva stella. Vita, morte e miracoli di una provincia durata cinque anni" presentato alla sede della Cgil di Monza e Brianza martedì pomeriggio.

Lo stesso tono ha modulato anche le parole degli altri ospiti che sono intervenuti durante la presentazione del volume a partire dal segretario generale della Cigl Monza e Brianza, Maurizio Laini.

Il libro è stato fortemente voluto per lasciare qualcosa di scritto (Leggi qui alcuni estratti) che parlasse di un'esperienza conclusa, di un pezzo di storia, quella della realtà territoriale della Brianza, arrivata a un punto di svolta. La Provincia, anzi le province con il decreto Delrio muiono ma restano, contraddizione questa che è tutta un'incognita la cui soluzione non è stata definita nemmeno dal governo che ancora non ha disposto quali saranno gli ambiti di competenza che spetteranno a queste realtà trasformate in enti di secondo livello e quali alle regioni. 

Maurizio Laini ha insistito sulla volontà di lasciare un segno tangibile e ha sottolineato il ruolo che la Cgil ha voluto avere in questa operazione perchè "ha creduto nel valore della provincia". "L'abolizione delle province al di là dei risparmi poco consistenti è un'operazione che si inserisce in un tentativo di 'sforbiciamento' della democrazia, dei luoghi di partecipazione sociale e politica" ha spiegato Laini critico nei confronti del provvedimento. "Si sta confondendo il costo e gli sprechi della politica con il costo del mantenimento delle istituzioni" ha concluso.

Ma tornare indietro non si può e resta da fare i conti con la realtà. Realtà che sarà dura, come ha spiegato il presidente Allevi, anche da un punto di vista economico.

Molto amareggiato si è mostrato anche il capogruppo in consiglio provinciale del Partito Democratico, Domenico Guerriero: " Tutti sono contro le province ma tutti quanti mostrano la volontà e l'importanza di mantenere un ente di coordinamento dei vari territori". Il rimpianto per tutti è lo stesso: "Doveva nascere prima". La prima sconfitta della provincia di Monza e Brianza è stata la lunga gestazione, 30 anni all'incirca, e la breve vita, un quinquennio appena.

Critico anche il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, che si è unito al coro di quanti sperano che il lavoro fatto dall'ente in cinque anni resti in eredità a chi si assumerà il nuovo compito di rappresentare un territorio che ha bisogno di essere ascoltato e di avere un luogo di confronto e di risoluzione delle problematiche. 

Alla presentazione sono intervenuti anche Luigi Losa, direttore de "Il Cittadino" e autore della prefazione del volume, Walter Palvarini, segretario generale FP-CGIL Monza e Brianza, Pietro Luigi Ponti, sindaco di Cesano Maderno. 

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