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Giovedì, 19 Maggio 2022
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La storia di Monza e i suoi alabardieri protagonisti in tv

La vigilia di Pasqua su Rete4

Il Duomo di Monza ha aperto le sue porte alle telecamere della tv. Ieri, sabato 16 aprile, è andato in onda su Rete4 un servizio dedicato alla storia del capoluogo, al suo Duomo, al suo Arengario e ai suoi alabardieri. 

All'interno della trasmissione "Sempre Verde" - condotta da Luca e da Daniela Sardella - anche un servizio dedicato alla città. Splendide immagini del centro di Monza (riprese anche dall'alto). La partenza dall'Arengario, poi il racconto della nascita di Modoetia, la sua regina Teodolinda ancora tanto cara ai monzesi, la sua storia longobarda fino ad arrivare al suo tesoro: la Corona Ferrea.

Monza per un quarto d'ora ha mostrato ai telespettatori le sue bellezze. Immagini cariche di suggestione quelle trasmesse durante il servizio, con l'apertura della Cappella degli Zavattari e la benedizione pasquale di monsignor Silvano Provasi. E infine un omaggio a una perla tutta monzese: gli alabardieri. 

Il Corpo Alabardieri è, con le Guardie Svizzere del Vaticano, l’unico "corpo armato" al mondo a cui è concesso di partecipare in armi a funzioni liturgiche. Il Corpo degli alabardieri del Duomo di Monza è formato da 20 componenti che, nella loro suggestiva divisa dell'epoca, si alternano per il servizio nelle varie messe capitolari e le celebrazioni liturgiche. Una tradizione centenaria unica in Italia e nel mondo. Le divise ancora oggi in uso, sono identiche a quelle della metà del XVIII secolo. Lo stesso vale per le armi, alabarda e spada.

Non è certa la data di fondazione del Corpo degli Alabardieri, ma si ipotizza possano risalire al VI secolo, alle Guardie d'onore longobarde della regina Teodolinda. "La prima notizia certa risale al 1718 quando nel manoscritto “Giubili di Monza” nel IV capitolo si descrive la processione per la ricorrenza del Santo Chiodo e si testimonia la presenza degli Alabardieri - si legge sul sito degli Alabardieri -. Poi nel 1763, in risposta alla richiesta da parte dei Fabbriceri del Duomo, ecco il famoso editto di Maria Teresa d’Austria (1717 – 1780) che approva con leggere modifiche la nuova uniforme. L'originale del documento è conservato ed esposto nel Museo del Duomo al fianco del manichino dell' Alabardiere. Da allora la divisa non è più stata modificata ed è la stessa in uso ancora oggi ad eccezione dell’originale copricapo a  tricorno sostituito nel 1807 con la feluca per volere di Napoleone Bonaparte (1769 – 1821). Le armi in dotazione sono l’alabarda e la spada".

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