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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità Centro Storico / Via Bartolomeo Zucchi

La cassettina delle lettere e Babbo Natale che risponde ai bimbi a casa per far sognare ancora i più piccoli

L'iniziative della Drogheria Cirla in centro Monza. Michela, la titolare: "Un gesto per far sentire l'atmosfera del Natale in città"

"Caro Michele, ho ricevuto la tua lettera. So che quest'anno hai fatto il bravo bambino. Non vedo l'ora di passare da te e di assaggiare i biscotti che mi farai trovare sotto l'albero". Firmato Babbo Natale. 

A Monza in questi giorni di attesa natalizia in epoca di pandemia, senza mercatini di Natale e iniziative, con soltanto le luci e gli addobbi a  suggerire l'arrivo delle feste, c'è chi ha pensato di regalare un momento di magia ai più piccoli. In via Zucchi, fuori dalla storica Drogheria Cirla, Michela e Beatrice - le due titolari - anche quest'anno hanno posizionato una cassettina rossa per ricevere le letterine dei bambini che scrivono a Babbo Natale. Ma le parole che i piccoli monzesi dedicheranno al vecchietto gentile con la barba bianca e i sogni che gli affideranno non resteranno in fondo a una buca delle lettere. I piccolini potranno vivere la gioia di trovare nella casella della posta una busta vera, che arriva proprio da Babbo Natale, con tanto di francobollo.

"E' un'iniziativa che abbiamo proposto anche lo scorso anno per i nostri clienti" spiega Michela, 38 anni, "droghiera" di terza generazione che oggi insieme alla sorella Beatrice gestisce l'attività di famiglia in via Zucchi, a Monza, che era del nonno Luigi e poi del padre Ugo. Qui, entrando, si respira un'atmosfera senzatempo scandita dalle chiacchiere amichevoli, dai profumi che riportano alla mente le dolcezze assaggiate durante le visite a casa delle nonne e dai colori delle confezioni con chicche introvabili, selezionate dalle proprietarie. "Quest'anno davanti al nostro negozio non ci sarà a causa della pandemia nemmeno il mercatino e con questa iniziativa abbiamo voluto far sentire un po' di più l'atmosfera del Natale" aggiunge.

I bambini potranno così imbucare nella casella la loro letterina (ancora per un paio di settimane) e se inseriranno nome, cognome e indirizzo Babbo Natale si premurerà di rispondere. Lo scorso anno erano state circa 150 le lettere che i piccoli monzesi hanno spedito proprio dalla drogheria e a tutti è arrivata a casa una risposta. Un'iniziativa che per le organizzatrici è anche un impegno - di tempo e di spesa - per cui però, spiegano, "vale la pena" e si augurano di riuscire a rispondere a tutti, numeri permettendo. 

Anche qui la pandemia ha messo a dura prova l'attività ma la drogheria, grazie anche all'intraprendenza delle nuove generazioni che sono al timone, ha saputo trasformarsi e guardare al futuro senza rinnegare le proprie tradizioni e radici e senza mai perdere di vista la ricercatezza e la selezione dei prodotti che da sempre la caratterizzano. "Siamo stati sempre aperti, anche durante la prima ondata" racconta Michela. "In quell'occasione ci siamo attivati con le consegne a domicilio e abbiamo cercato di reperire beni di prima necessità perchè ci venivano richiesti come zucchero, pasta e riso, prodotti da super che normalmente non trattiamo. Abbiamo effettuato spedizioni gratuite e consegne per sopperire alle necessità primarie". 

"Questa situazione ci ha spinti a crescere e a migliorare che a livello comunicativo perchè abbiamo aperto una vetrina virtuale e a settembre abbiamo attivato il nostro e-commerce" racconta Michela. "E' un periodo strano, difficile: manca il rapporto con la clientela, le chiacchiere per consigliare i prodotti ma oggi si lavora in maniera diversa".

Qualche cliente ha cambiato abitudine, qualcun altro a causa della pandemia non esce più di casa e in via Zucchi magari non passa ma la drogheria, evolvendosi nella sua nuova versione 2.0, ha trovato anche altri acquirenti e adesso spedisce in tutta Italia. "Il cambiamento è stato necessario" e oggi oltre al virus bisogna saper affronatre anche il fantasma dell'e-commerce, il rischio di chiusura e la concorrenza. A Natale però è anche tempo di sognare. E di far sognare i più piccoli. 

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