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Pizzaut arriva a Monza: (forse) trovata la sede del nuovo ristorante

Nico Acampora il 22 giugno sarà a Monza per il sopralluogo

Il locale di Cassina de Pecchi

Pizzaut (forse) ha trovato casa a Monza. Martedì 22 giugno Nico Acampora, il fondatore di Pizzaut, sarà nel capoluogo brianzolo per un  sopralluogo in uno spazio che un imprenditore monzese, che si è innamorato del progetto, ha deciso di mettere a disposizione per la nascita del primo ristorante Pizzaut di Monza.

“Sono entusiasta – dichiara Nico Acampora a MonzaToday  –.  Alcune settimane fa un imprenditore di Monza è venuto a cena nel nostro locale a Cassina de Pecchi. È rimasto entusiasta del progetto e del cibo”. Una chiacchiera tira l’altra e poi la proposta: uno spazio a Monza dove potrebbe sorgere un secondo Pizzaut. Acampora, scaramanticamente, non vuole sbilanciarsi. La location, per adesso, è top secret e l'adrenalina è alle stelle. 

“In pochi giorni sta succedendo di tutto – prosegue -. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha lanciato l’idea di aprire un ristorante Pizzaut a Milano; adesso la proposta di questo imprenditore monzese”. Una bella gara, una sana competizione che Nico Acampora (ma non solo) spera possa vedere entrambe le città raggiungere il traguardo. Avere un locale sia a Monza sia a Milano.

Intanto la pizzeria va a gonfie vele, e le pesantissime accuse che nei giorni scorsi hanno pesantemente colpito Nico e il suo progetto hanno incrementato il consenso e l’affetto per i professionisti che lavorano con passione e serietà nella pizzeria alle porte di Monza.

“Nei fine settimana siamo sold out fino alla seconda settimana di luglio – prosegue Acampora –.  Durante la settimana ci sono sempre molti clienti. Tanti gli operai anche del vicino cantiere che si sono affezionati alla nostra cucina e al nostro progetto. Perché, ci tengo a dirlo, da Pizzaut si mangia davvero bene. Non solo la pizza”.

Poi il progetto e la qualità del servizio fanno il resto. Attualmente il team è formato da quattro pizzaioli autistici, cinque camerieri autistici, un cameriere neurotipico e uno chef neurotipico che si occupa della cucina. Oltre a un team di volonterosi genitori che a turno danno una mano. “I ragazzi in questi 40 giorni di apertura hanno fatto passi da gigante –conclude Acampora –.  Muovendosi e lavorando sempre nello stesso spazio e nello stesso ambiente hanno sensibilmente migliorato la loro autonomia e capacità relazionali. La gioia maggiore è vedere i clienti felici e soddisfatti che poi ritornano”.

Intanto se non lo avete ancora fatto prenotate il vostro tavolo da Pizzaut inviando un’email a prenotazioni@pizzaut.it

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