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Incendio all'ex Snia di Varedo: le posizioni della politica

A due giorni dal vasto incendio dove sono bruciate 2mila tonnellate di rifiuti intervengono i politici di Varedo

Due giorni fa il grande incendio nell'area dismessa dell'ex Snia di Varedo. Sono finiti in cenere 2mila tonnellate di rifiuti stipati da anni all’interno dei capannoni e in attesa (proprio in questi giorni) di essere smaltiti. A una settimana dalle elezioni amministrartive  i candidati sindaci si dimostrano molto preoccupati per l’accaduto.

L’alta scia di fumo ha avvolto Varedo, spingendosi - complice il vento di sabato sera - in molti comuni della Brianza e del Milanese. Dall’Agenzia regionale protezione ambiente ieri, domenica, la comunicazione che non sarebbero state bruciate sostanze pericolose, ma l’invito a tenere le finestre chiuse in quei luoghi dove si sente un forte odore di plastica bruciata.

Vergani: "Incendio doloso, un atto intimidatorio"

Il sindaco Filippo Vergani, che il 3 e il 4 ottobre tenterà il secondo mandato, non ha avuto parole tenere. Già sabato 25 settembre, a poche ore dall’incendio, ha denunciato la probabile origine dolosa del rogo. “È assolutamente un atto intimidatorio - aveva scritto su Facebook-. Dopo più di tre anni di area sotto sequestro, e dopo aver rincorso per mesi la proprietà, i preparativi per iniziare con lo smaltimento del materiale abusivamente stoccato da associazioni a delinquere erano in corso. Ricordo che tali associazioni a delinquere sono già state condannate a processo nel quale al Comune è stato riconosciuto un danno di immagine. Mi auguro che la magistratura faccia presto luce sui misteri di un incendio molto probabilmente doloso che colpisce al cuore Varedo in un momento importante come la tornata amministrativa”.

M5S: "Paghi chi doveva provvedere allo smaltimento"

Il Movimento 5 Stelle che si presenta con il candidato Hector Rodriguez, abbraccia e condivide l’intervento del consigliere grillino Marco Fumagalli che definisce, quello della ex Snia, un disastro annunciato. “Chi doveva provvedere alla rimozione dei rifiuti ora comunque paghi - commenta -. Il disastro della Snia è un disastro annunciato: tra inchieste dell’autorità giudiziaria e lentezza delle autorità regionali e locali, erano anni che i rifiuti stazionavano in un’area pressoché abbandonata o frequentata da senzatetto. C’è da chiedersi perché quei rifiuti non siano stati rimossi prima. Non è possibile che fallimenti, burocrazia, questioni di competenza abbiano impedito lo sgombero fino all’incendio. Qualcuno di questa inerzia è responsabile e deve pagare”.

SiAmo Varedo: "Un disastro annunciato"

Che fosse un disastro annunciato è certo anche Sandro Vitiello, candidato sindaco per la lista civica SiAmo Varedo. “Già precedenti controlli avevano messo in luce la carenza di protezione e di controllo dell’area - dichiara -. Non si può certo vivere nella speranza che nulla accada. Non si sarebbero dovute creare le condizioni per mettere a rischio la salute dei cittadini e dell’ambiente: qualcuno avrebbe potuto fare di più per garantire la pubblica sicurezza e per evitare un incendio di tali proporzioni. L’incendio è certamente di natura dolosa: oltre 2mila tonnellate ammassati da tre anni in capannoni in disuso che bruciando hanno l’aria irrespirabile. Questa è la ripetizione di un copione già scritto in altre parti della Lombardia”.
Vitiello inoltre si domanda se “il sindaco, in qualità di garante della salute pubblica, abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per garantire tale diritto ai cittadini. Riponiamo totale fiducia nell’operato della magistratura, a cui chiediamo di fare massima chiarezza sulle responsabilità che hanno portato a questo disastro ambientale. Chi ha delle responsabilità dovrà rispondere all’intera cittadinanza non solo di Varedo, ma anche dei comuni limitrofi”.

Varedo per tutti: "Avviso tardivo di chiudere le finestre"

Sulla vicenda interviene anche la lista civica Varedo per tutti che presenta come candidato Davide Marton. “Ogni incendio nell’area Snia ci preoccupa, specialmente se capita proprio sotto le elezioni - si legge sul profilo Facebook di Varedo per tutti -. È un pericolo immediato per i cittadini, in prospettiva è l’ennesima dimostrazione che si deve bonificare”. Varedo per tutti critica l’avviso tardivo, dopo 24 ore. di tenere chiuse le finestre. “Il fatto che le avverse condizioni meteo e non l’emergenza dovuta ai rischi per la salute dei cittadini siano state le causa della cancellazione della marcia rosa (in programma domenica 26 settembre, ndr) danno la misura dell’importanza data alla salute dei cittadini -. Anche se fosse vero, ma ne dubitiamo, che tutto si risolva in un poco di fumo e di puzza come postano sui social, ancora una volta il rischio di perdere la minima occasione prevale sulla sicurezza”.

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