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Ricominciano gli sfratti: a Monza 50 famiglie rischiano di rimanere in mezzo alla strada

Il dato (presumibilmente in difetto) è fornito da Michele Quitadamo referente dell'Associazione inquilini abitare

Immagine di repertorio

Saranno almeno una cinquantina (ma la stima potrebbe essere per difetto) il numero delle famiglie monzesi che da oggi, giovedì 1 luglio, rischiano di ritrovarsi in mezzo a una strada.

Da oggi riprendono gli sfratti che, durante il periodo dell’emergenza sanitaria, era stati “congelati”. Famiglie, coppie o single che per vari motivi non hanno pagato regolarmente l’affitto e che da oggi potrebbero ritrovarsi senza un tetto sopra la testa.

Si inizierà con l'esecuzione degli sfratti emessi prima del 28 febbraio 2020, mentre quelli scattati durante la pandemia verranno sbloccati in due tranches il 30 settembre 2021 e il 31 dicembre 2021.

La stima del rischio sfratti a Monza viene fornita da Michele Quitadamo, referente di As.i.a (Associazione inquilini abitanti) che in questi mesi ha raccolto le storie di molti monzesi disperati.

Chi sono le persone che rischiano

Storie di padri e madri di famiglia che a causa del covid hanno perso il posto di lavoro (il più delle volte con contratti a termine, o anche in nero) e tra il pagare l’affitto e il dare da mangiare ai figli hanno optato per riempire il carrello della spesa. Ma anche storie di lavoratori che a pochi anni dalla pensione si ritrovano senza un lavoro; o di persone che percepivano il reddito di cittadinanza.

“Sono persone che, comunque, prima della pandemia riuscivano a barcamenarsi - spiega Quitadamo - Anche grazie ai piccoli lavoretti, magari anche saltuari e non sempre con contratti ad hoc, riuscivano a portare a casa i soldi necessari per sostenere tutte le spese”.

Adesso queste persone, che per mesi non hanno pagato l’affitto al proprietario della casa e che attualmente non sono ancora riusciti a trovare un’occupazione, entro la fine dell'anno potrebbero trovarsi in mezzo a una strada.

“Qualcuno è disperato ed è persino pronto a compiere un gesto estremo o manifestazioni eclatanti sui gradini del Comune”.

A Monza solo 3 alloggi per le situazioni di emergenza

Ma adesso il problema è un altro: come intervenire quando queste persone verranno sfrattate?  “Non tutte possono appoggiarsi, anche solo momentaneamente, da amici o da parenti - prosegue - Ma a Monza ci sono solo 3 alloggi comunali per le emergenze”.

Quitadamo ribadisce l’importanza di un intervento urgente e coordinato tra Comuni, Regioni e Governo con la proposta di utilizzare parte dei fondi che arriveranno con il Recovery Fond proprio per l’emergenza sfratti.

Quitadamo inoltre sollecita il Comune a intervenire evitando di smembrare le famiglie e garantendo, anche se per un periodo limitato, un tetto sulla testa a questi cittadini. “Nel 2017 il Comune di Monza spese oltre 480mila euro per vitto e alloggio delle persone sfrattate in strutture recettive della città - conclude - Se invece avesse fornito una casa, anche a prezzi simbolici, e un piccolo contributo per i primi mesi avrebbero investito poco più di 40mila euro. Ma per far questo serve una volontà politica e sociale”.

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