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"Caro Conte con queste incertezze non mi posso permettere di riaprire il ristorante"

Lo sfogo di Luca Alfonso, proprietario e chef del ristorante Doma Num di Carate Brianza. Troppe le incognite e soprattutto le ristrettezze. Dopo mesi di chiusura e investimenti nel delivery per andare avanti, il giovane ristoratore brianzolo annuncia che domenica non riaprirà il suo ristorante

“Io il 13 dicembre non riaprirò il mio ristorante: non me lo posso permettere. Non posso investire soldi, energia e tempo solo per dieci giorni di lavoro, nella speranza poi di lavorare davvero in quei dieci giorni. Sono stufo: riaprire un ristorante dall’oggi al domani non è semplice”.

A parlare è Luca Alfonso, chef e proprietario del ristorante Doma Num di Carate Brianza, salito alla ribalta delle cronache per aver riaperto, dopo il primo lockdown, solo con un tavolo per un massimo di dieci commensali, investendo poi sul delivery anche sottovuoto. Con un video postato sul suo profilo Facebook il giovane chef mostra tutta la sua indignazione per la gestione della pandemia e soprattutto per il trattamento riservato agli operatori della ristorazione.

“Qui non si capisce più nulla – prosegue –I Dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri) continuano a cambiare dall’oggi al domani. Io dopo il primo lockdown ho preferito investire sul take away e sul delivery. Non è possibile cambiare le leggi ogni venti giorni: stiamo navigando a vista, e non sappiamo neanche dove stiamo andando”.

Impossibile per Luca in questo momento rialzare la saracinesca della sua attività. “Riaprire un ristorante non è un gioco. Io dall’oggi al domani non posso riprendere dipendenti e fornitori con i quali in questi mesi ho avuto pochi contatti perché, per andare avanti, ho dovuto investire sul delivery”.

Folle per Luca l’idea di riaprire i ristoranti a dieci giorni dal Natale. “Peraltro solo a mezzogiorno, senza la certezza, ad oggi, che per il giorno di Natale e di Santo Stefano  i clienti possano venire anche da fuori Comune. Come faccio io a ricominciare la linea della cucina del ristorante con queste incertezze? È tutto un grande caos e il gioco, almeno nel mio caso, non vale la candela”.

Luca non è uno che si abbatte. Prosegue nella sua attività di delivery, sperando che il 2021 porti qualche certezza in più. Riaprirà? “Certo, ma solo quando davvero si saprà quello che si può fare”

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