Caso Micron, "ST mantenga l'impegno: mancano 17 lavoratori"

Dall'accordo siglato tra le parti sociali e il governo all'appello dei lavoratori dichiarati in esubero da Micron che sarebbero dovuti essere riassorbiti da STMicroelectronics manca ancora qualche professionista

La sede della STMicroelectronics di Agrate Brianza

Anche se il caso degli ingegneri che per difendere il posto di lavoro e la dignità si sono messi in vendita su Ebay non campeggia più su tutte le prime pagine dei giornali, non vuol dire che una soluzione definitiva sia stata trovata ma, semplicemente, si è passati oltre.

L'ultimo incontro sindacale tra le parti sociali, i vertici aziendali e il governo si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico il 25 giugno 2014 per controllare l'evoluzione dei provvedimenti disposti con il patto siglato il 9 aprile sulla procedura di mobilità aperta da Micron a gennaio.

Dai 419 dipendenti che inizialmente si sarebbero trovati senza un lavoro il numero era stato fortemente ridimensionato: 85 dipendenti sono stati recuperati da Micron stessa, 46 dipendenti hanno trovato una nuova ricollocazione sempre all’interno di Micron ma cambiando sito di lavoro (33 in siti esteri, 13 in altri siti Italiani), tanti lavoratori hanno scelto la soluzione della mobilità incentivata, lasciando volontariamente l’azienda. Ma la situazione più critica resta quella dei 17 lavoratori che ancora si apettano una proposta da STMicroelectronics e non l'hanno ricevuta.

Dagli accordi sottoscritti infatti l'azienda avrebbe dovuto riassorbire 170 unità tra le 419 in esubero. In data 25 giurno il numero di questi lavoratori era fermo a 155 e, ad oggi, stando a quanto riferisce il delegato sindacale della Micron, Giovanni Apollonio, la situazione non è cambiata.

L'invito all'azienda a mantenere l'impegno preso con i lavoratori e con il governo, e a fornire i nomi delle persone a cui spetta ricevere una proposta di inserimento, è stato rinnovato lunedì pomeriggio fuori dai cancelli della sede di Agrate Brianza in via Olivetti.

Qui la problematica è stata presentata insieme alla denuncia delle lavoratrici/madri della difficoltà di avere accesso al part-time. 

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