Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Ambasciatore ucciso, rientrati in Italia i feretri delle vittime: poi la salma a Limbiate

Martedì sera a Ciampino sono rientrate le salme di Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Giovedì funerali di Stato poi la salma rientrerà in Brianza

Il premier Draghi ad accogliere il rientro delle salme

Il feretro dell'ambasciatore brianzolo Luca Attanasio, ucciso lunedì in un attacco in Congo, durante una missione di pace, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista del convoglio Mustapha Milambo, è rientrato nella serata di martedì in Italia. L'aereo di Stato con a bordo i feretri è atterratto intorno alle 23.30 a Ciampino e ad accogliere le salme erano presenti il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Mustapha Milambo, autista del Programma alimentare mondiale, la terza vittima dell'attacco, è stato sepolto martedì nella Repubblica democratica del Congo. Per 16 anni ha prestato servizio come autista del Programma alimentare mondiale (Pam) "com impegno, dedizione e coraggio. Ci mancherà tanto a tutti. Per favore ricordare la sua famiglia e i suoi amici nei vostri pensieri e nelle vostre preghiere": questo il messaggio su Twitter del direttore esecutivo del Pam, David Beasley.

Le autopsie sui corpi di Attanasio e Iacovacci

Nella giornata di mercoledì dovrebbero essere svolte le autopsie sui corpi dei nostri connazionali. Sono invece previsti per giovedì mattina a Roma i funerali di Stato. Le esequie si terranno nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Successivamente le salme saranno trasferite nei Comuni di residenza, Limbiate (Monza-Brianza) per Attanasio e Sonnino (Latina) per Iacovacci. La vedova e le tre figlie di Luca Attanasio dovrebbero arrivare in Italia in giornata. Secondo quanto reso noto dal sindaco di Limbiate, Antonio Domenico Romeo. Attanasio era sposato da alcuni anni con Zakia Seddiki e dal matrimonio era nata una bimba di quasi 4 anni e due gemelline di poco più di due anni e mezzo.

La cerimonia a Limbiate

Il sindaco di Limbiate, Antonio Romeo, si è detto intenzionato a organizzare una cerimonia in ricordo del diplomatico scomparso anche nella cittadina brianzola dove il diplomatico è cresciuto. "Qui la faremo sicuramente. All'aperto, al centro sportivo" ha spiegato all'Ansa Romeo. I genitori "sono stravolti e increduli come del resto si può facilmente immaginare davanti ad un dolore simile - ha detto il sindaco -. E il particolare che rende tutto più atroce è che ieri mattina alle 9 Luca aveva inviato loro sul cellulare un video con la partenza per quella missione e alle 12 i genitori hanno ricevuto la terribile telefonata" ha aggiunto. Intanto per giovedì sera nella chiesa di San Giorgio è stata organizzata una veglia di preghiera che verrà trasmessa online in diretta streaming alle 20.45. 

In paese, così come in molti comuni non solo della Lombardia ma dell'Italia intera, le bandiere sono a mezz'asta. "In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso. Sono cose ingiuste, che non devono accadere. Per noi la vita è finita" ha detto all'Ansa Salvatore, il papà dell'ambasciatore Luca Attanasio. Il pensiero dei familiari in questo momento di dolore va alle figlie del diplomatico, tre bambine che ancora non sanno quello che è accaduto.   

"E' stato sempre una persona rivolta agli altri, ha sempre fatto del bene, ed è sempre stato proiettato verso alti ideali, capace di coinvolgere chiunque nei suoi progetti. Una cosa che a me poteva sembrare poco chiara, lui me la rendeva positiva. Era onesto, corretto, mai uno screzio" ha concluso. 

L'ambasciatore in Congo Luca Attanasio "non era assolutamente preoccupato"

L'ambasciatore in Congo Luca Attanasio "non era assolutamente preoccupato. Ci ha spiegato la sua missione, ci ha detto quali erano gli obiettivi": così ha spiegato all'ANSA il padre Salvatore, attonito per la morte in un agguato del figlio. "In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso. Sono cose ingiuste, che non devono accadere. Per noi la vita è finita".

Le indagini sull'agguato in Congo

"Al Pam e all'Onu abbiamo chiesto formalmente l'apertura di un'inchiesta che chiarisca quanto accaduto, le motivazioni alla base del dispositivo di sicurezza utilizzato e in capo a chi fossero le responsabilità di queste decisioni". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nella sua informativa alla Camera sui tragici eventi che hanno portato alla morte dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Ricordando di avere interessato direttamente il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, Di Maio ha aggiunto: "Abbiamo anche spiegato che ci aspettiamo, nel minore tempo possibile, risposte chiare ed esaustive".

 "Sulla dinamica dell'agguato" che ha portato alla mote dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, "sono in corso accertamenti anche da parte della Procura della Repubblica di Roma". "Una squadra dei nostri carabinieri del Ros, su delega della Procura, si è già recata a Goma per una prima missione investigativa. Mi risulta che ne seguiranno altre", ha detto Di Maio.

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