Lea Garofalo, confessa il marito: "Sono stato io, merito odio di mia figlia"

Arriva nel corso del processo di secondo grado la confessione di Carlo Cosco, marito della donna uccisa dalla 'ndrangheta a Monza

MONZA - "Mi assumo la responsabilità dell'omicidio, merito l'odio di mia figlia". Ha confessato Carlo Cosco, già condannato all'ergastolo in primo grado assieme a cinque persone per l'omicidio di Lea Garofalo, avvenuto a Monza nel quartiere San Fruttuoso. La confessione è arrivato nel corso del processo di secondo grado.  Lea Garofalo fu uccisa perché aveva deciso di collaborare con gli inquirenti: per l'omicidio, il Tribunale di Milano aveva comminato sei ergastoli. Il Comune di Monza le ha dedicato una targa; recentemente, SEL ha presentato una mozione sottoscritta da tutti i gruppi consiliari per intitolarle una strada.

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