Lunedì, 15 Luglio 2024
L'indagine / Seregno

Fusione Aeb e A2a, indagato sindaco di Seregno insieme a un assessore e al segretario

Concluse le indagini preliminari della procura di Monza

Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Questa l’accusa di cui dovranno rispondere il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, l’assessore Giuseppe Borgonovo, assessore alle partecipate del comune di Seregno all’epoca dei fatti (oggi alla pianificazione territoriale) e il segretario generale dell’ente brianzolo, Alfredo Ricciardi.

Il primo cittadino brianzolo insieme agli altri due esponenti con incarichi pubblici risultano indagati dalla procura di Monza insieme ad altri tre soggetti nell'indagine relativa alla procedura di fusione di Aeb e A2a. Tra le persone indagate anche la presidente del consiglio di amministrazione della società partecipata Aeb, Loredana Bracchitta e il presidente di A2a Valotti Giovanni.

Le indagini sono state condotte dalla guardia di finanza della compagnia di Seregno e il fascicolo assegnato ai sostituti procuratori Salvatore Bellomo e Stefania Di Tullio. E ora la procura di Monza, come evidenziato in una nota dal procuratore capo Claudio Gittardi, ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini. L’attività di indagine ha avuto come oggetto il procedimento amministrativo relativo all'operazione di integrazione societaria e industriale con AEB, conclusosi, con delibera nr. 17 del 20.4.2020 del Consiglio Comunale del Comune di Seregno, effettivamente in favore di A2A s.p.a. E proprio nell’ambito di questa operazione sono state ravvisate le ipotesi di reato ora contestate agli indagati. Le indagini, precisano dalla procura, hanno reso necessaria una complessa attività di accertamento preliminare, attraverso “l'acquisizione di copiosa documentazione oggetto di consulenza tecnica, nell'assunzione di dichiarazioni e nello svolgimento di attività di intercettazione”. Gli accertamenti erano iniziati in seguito a un esposto sul caso presentato in procura.

Gli indagati

Per quanto riguarda artt. 110 c.p., 353 bis c.p. - turbata libertà degli incanti - risultano indagati in concorso:

Bracchitta Loredana, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione di AEB s.p.a. (società partecipata al 54,859 % dal Comune di Seregno e per la parte rimanente da altri Comuni della Provincia di Monza e della Brianza)

Rossi Alberto, in qualità di Sindaco del Comune di Seregno

Borgonovo Giuseppe, in qualità di assessore alle partecipate del Comune di Seregno

Ricciardi Alfredo, in qualità di segretario generale del Comune di Seregno

Valotti Giovanni, in qualità di Presidente di A2A

Troncatti Pierluigi, quale partner di Roland Berger s.r.l.

Le accuse

Secondo quanto ricostruito dalla procura, al fine di condizionare la scelta del contraente e favorire la società "A2A s.p.a.", avrebbero turbato il procedimento amministrativo relativo all'operazione di integrazione societaria e industriale con AEB in favore di "A2A s.p.a. e ci sarebbe stato “un accordo predefinito tra Bracchitta, Valotti e Troncatti circa il mancato ricorso alla prevista procedura ad evidenza pubblica, e nella manipolazione dei dati di concambio degli asset di A2A nonché attraverso la prospettazione di una infungibilità derivante da scenari di crescita e sviluppo del gruppo AEB che non si sarebbero conseguiti attraverso l'aggregazione con altri operatori, rappresentazione in realtà artefatta”.

Tutto questo - spiega ancora la procura - “per giustificare la procedura di scelta del contraente senza evidenza pubblica, adottando pertanto la succitata delibera, peraltro celando al consiglio di amministrazione di AEB la documentazione tecnica necessaria per la valutazione circa la valorizzazione degli asset delle due società finalizzata al concambio”.

Il sindaco Rossi e l’assessore Borgonovo avrebbero invece “supinamente recepito tutte le indicazioni provenienti dai coimputati sopraindicati, intese a escludere la gara ad evidenza pubblica per la integrazione delle due società, in violazione dell' art. 17 co. I D.Lvo 19/08/2016 nr. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), fraudolentemente impedendo all' opposizione in sede di consiglio comunale di Seregno di conoscere tutta la documentazione relativa sia alla valorizzazione degli asset sia alla procedura da adottare, tanto da determinare l' intervento del Tar per la Lombardia che con pronuncia del 15.02.2021 ha annullato la delibera stessa, imponendo al Comune di Seregno con provvedimento del 29.04.2021 l'esibizione ed il deposito della documentazione ricevuta dal Comune di Seregno da parte di AEB nonché il verbale della seduta straordinaria e segreta del consiglio comunale del 27.4.2021”. E per “avere, nonostante le varie pronunce del Tar, del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, mantenuto in essere quanto già illegittimamente deliberato circa la integrazione societaria e industriale, omettendo di procedere con la prevista e legittima evidenza pubblica”.

Negli atti figura anche la contestazione di un episodio in cui il sindaco Rossi sarebbe “intervenuto, su sollecitazione della Bracchitta, presso il comune di Bovisio Masciago tramite il segretario provinciale del PD Luigi Ponti, al fine di eliminare dall'ordine del giorno del consiglio comunale del 28.11.2019 qualsiasi riferimento all' adozione dell'evidenza pubblica con riguardo alla più volte citata integrazione societaria”. Il segretario generale Ricciardi, invece, in data 14.4.2020 con "parere del segretario generale (articolo 8, comma 3, del regolamento comunale del sistema dei controlli interno)", avrebbe avallato con parere favorevole la procedura illegittima adottata. Tutto questo, secondo la procura, sarebbe stato fatto per “condizionare la scelta del contraente per realizzare una integrazione societaria e industriale al solo scopo di favorire la società A2A, con le seguenti modalità: sopravvalutazione degli asset di A2A, al fine di attribuire ad A2A valori di concambio superiori a quelli diversamente ottenibili attraverso una valutazione conforme alla realtà oggetto di esame, con conseguente impatto anche sulla misura dei dividendi futuri, a beneficio di A2A,con un danno complessivo per AEB pari ad una somma non inferiore a 60 milioni di euro,nonché attraverso l'omessa valorizzazione di un premio di maggioranza a favore di AEB di entità non inferiore a 5,7 milioni di euro”.

I fatti sarebbero stati commessi a Seregno dal 17.10.2019 (data della lettera di intenti) al 30.10.2020 (data dell' ultimo atto che ha perfezionato l'aggregazione, rappresentato dalla stipula tra AEB e “RetiPiù” dell' atto di conferimento del ramo distribuzione gas Unareti).

Alla presidente del consiglio di amministrazione di Aeb Bracchitta e a Troncatti, partner di Roland Berger s.r.l., la procura contesta anche l’artt. 110 c.p., 353 c.p., 61 nr. 2, “perché, in concorso tra loro, nelle qualità indicate al capo che precede), al fine di condizionare la scelta del contraente e favorire la società ROLAND Berger, turbavano la procedura negoziata relativa alla scelta dell' Advisor industriale, con collusioni e mezzi fraudolenti”. In pratica avrebbero pilotato la “procedura negoziata al fine di favorire la assegnazione dell'incarico alla Roland Berger, peraltro soggetto già destinatario di due precedenti affidamenti diretti (del 18.10.2019 per la somma di euro 39.000,00 e del 22.10.2019 per la somma di euro 39.000,00) nonché di un terzo incarico per importo di euro 35.000,00, formalmente non affidato alla società Roland Berger, ma di fatto dalla stessa società svolto e remunerato in data 10.4.2020 (e quindi successivamente alla citata procedura negoziata) con una somma pari a euro 34.720,00 col sistema del "sestoquinto" di cui all'art. 106 co XII D.Lvo 50/16”. 

La posizione di AEB: "Assoluta serenità"

"In merito all’avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura di Monza in relazione all’integrazione industriale con A2A, AEB intende manifestare la propria assoluta serenità sulla piena correttezza del proprio operato, e la piena fiducia circa il fatto che la chiusura delle indagini sarà l’occasione per fornire ai Pubblici Ministeri ogni chiarimento necessario a fugare ogni eventuale, residuo dubbio sulla piena liceità dell’operazione" si legge in una nota inviata dalla società.

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