Economia

Vietato ammalarsi: l'influenza costa alle imprese MB 2,5 milioni

L'influenza? Un cattivo cliente. La cifra è stata quantificata dalle Camere di Commercio di Monza e Milano che ha calcolato il numero di giornate lavorative perse a causa del virus.

MONZA -  Tempi grami per i lavoratori. Non bastavano disoccupazione, crisi economica e contratti a progetto a "sconsigliare" di ammalarsi. E nemmeno il mal di gola, il dolore alle ossa, le fitte alla testa, che tormentano chi è a letto con la febbre.

I DATI  - I numeri parlano chiaro: l'influenza, sostiene la camera di Commercio di Monza e Brianza che assieme a quella di Milano ha rielaborato dati forniti dall'ISTAT e dal Ministero della Salute, colpisce anche le imprese. Il costo stimato per 13 settimane di freddo, dallo scorso 17 ottobre al 13 gennaio, è già di circa 136 milioni di euro, pari a quasi un milione e trecentomila giorni persi in malattia. Un dato che considera gli occupati italiani costretti a letto, tra imprenditori e lavoratori, per una media di tre giorni di convalescenza a testa ed esclude il costo del week end. Lo studio, precisano gli enti, è stato condotto considerando un'incidenza del virus uguale nelle diverse province.

IN SOLDONI - Ma monetizziamo. Considerando gli addetti influenzati, Milano ha un costo di 9 milioni di euro e quasi 80 mila giorni di malattia, a cui si aggiungono per l'area di Monza e Brianza 2,5 milioni di euro con 21 mila giorni di malattia. Tra le province più colpite c'é Roma con 10,9 milioni e 95 mila giorni persi. Seguono Torino (5,8 milioni di euro per 53 mila giorni), Napoli (4,2 milioni di euro) e Brescia (3,4 milioni di euro). Bergamo, Bologna, Firenze, Varese e Verona  superano tutte i 2 milioni di euro di costi. Il maggior numero di occupati (oltre 102 mila), segnalano ancora gli enti camerali, si è ammalato durante la seconda settimana di gennaio 2013, quasi il 40% in più rispetto alla settimana precedente. E poco importa che la coincidenza sia col picco annuale di freddo.  Il "generale inverno"? Che se ne torni a casa, sembra  essere l'auspicio. Peccato sia un "cattivo cliente".

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