Autobus da salvare, la provincia chiede l'intervento del governo

La mozione è stata votata all'unanimità durante il consiglio provinciale

Una proroga di un mese per fare in modo che la scure dei tagli in Brianza non si abbatta ancora una volta sul trasporto pubblico. Il 28 febbraio le linee Z225 e Z227 che collegano la Brianza ad alcuni comuni del milanese potrebbero arrivare al capolinea e per scongiurare la soppressione del servizio in provincia si continua a lavorare.

Giovedì in va Grossi si è riunito per la prima seduta il nuovo Consiglio Provinciale, eletto qualche settimana fa. Durante l'incontro è stato approvato all’unanimità da tutti i consiglieri un documento importante che potrebbe rappresentare una svolta per salvare gli autobus in Brianza. "La Provincia, grazie alla nostra iniziativa, ha deciso di muovere azione contro il Governo" spiega Andrea Monti, consigliere della Lega Nord.

La mozione "Azione a favore della rivendicazione delle risorse a copertura del trasporto pubblico locale", presentata e posta ai voti giovedì, impegna il presidente "ad attivarsi tempestivamente nei confronti dell’Assemblea dei Sindaci, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e interessando anche i parlamentari della nostra provincia, al fine di condividere un’azione comune, sulla base di quanto sentenziato dalla Corte ed enunciato in questa mozione, che costringa il Governo ad intervenire immediatamente trasferendo le risorse necessarie alla copertura dei servizi essenziali, con priorità al Trasporto Pubblico Locale".

Dalla provincia, sulla base della sentenza della Corte Costituzionale nr. 205/2016, pubblicata il 27/07/2016 che sancisce "che il prelievo forzoso imposto dalla legge 190/2014 alle province è costituzionalmente legittimo solo nel caso in cui quelle risorse si considerino vincolate all’assegnazione agli enti subentrati nella gestione delle funzioni", l'intenzione è quella di chiedere che a farsi carico della questione e a trovare le risorse mancanti sia il governo perchè, recita la sentenza, “le risorse versate allo Stato in parte si devono ritenere destinate a una futura riassegnazione agli enti subentranti”.

"A questo punto il Presidente Ponti deve fare il primo passo, proponendo all’Assemblea dei Sindaci la messa in mora del Governo, così da costringerlo a rispettare la legge e quanto sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale" spiega Monti.

Intanto da Regione Lombardia, tramite l'assessore Sorte, è stata confermata la disponibilità dell'ente a collaborare per risolvere il problema e lunedì nella sede della provincia di Monza e Brianza sono attesi alcuni parlamentari del territorio nella speranza che possano farsi carico delle richieste a Roma.

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