Emergenza profughi in Brianza: la Provincia mette a disposizione alcuni spazi

A Limbiate, negli ex uffici dell'ente, è stata individuata un'area di 570 mq con le funzioni di struttura di prima assistenza per i richiedenti asilo

Con una delibera individuato lo spazio per il mini hub provinciale

Fino a qualche tempo fa ospitava gli uffici provinciali delegati all’Ambiente, poi, con il trasloco nella nuova sede di via IV Novembre, gli spazi sono rimasti vuoti e oggi l’edificio si appresta a diventare il primo mini-hub provinciale per l’accoglienza di gruppi di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale in Brianza.

A stabilirlo, in conformità con le indicazioni ricevute dalla Prefettura e con il dialogo avviato con le realtà del territorio durante l’Assemblea dei Sindaci, è una delibera con cui il Presidente della Provincia Gigi Ponti ha individuato lo spazio da destinare a mini-hub provinciale.

Si tratta di un'area di 570 mq con zona servizi con quattro bagni, uno per disabili e un bagno con doccia situata al primo piano dell’edificio di Limbiate nella zona ovest del compendio immobiliare di Mombello, a fianco dello stabile che ospita l’Avis provinciale.

L’atto di cessione dell’immobile avverà entro la fine della settimana e gli spazi verranno concessi gratuitamente al Consorzio Comunità Brianza che si occupa della gestione dell’accoglienza in Brianza per incarico della Prefettura: tutte le spese di gestione della struttura compreso il riscaldamento, utenze di acqua ed energia elettrica, pulizia, custodia, tasse ed imposte e manutenzione ordinaria saranno a carico del Consorzio.

Questa struttura di prima assistenza ospiterà 30/50 persone per volta per un massimo di 20/30 giorni, il tempo necessario a sbrigare gli adempimenti burocratici per il riconoscimento della protezione internazionale, degli screening sanitari, le vaccinazioni ed individuare nel sistema SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) strutture di ospitalità temporanea più adeguata dove trasferire i profughi in attesa dell’accettazione di richiesta di asilo.

La necessità di individuare una nuova struttura da destinare a centro di accoglienza per i cittadini stranieri sul territorio brianzolo era emersa nello scorso dicembre quando i numeri dei richiedenti asilo non erano più gestibili nel solo centro di via Spallanzani a Monza che nel periodo invernale viene adibito a rifugio per i senzatetto.

La soluzione di Limbiate è quindi solo un primo passo verso il modello di accoglienza che si vuole realizzare in Brianza, che punta alla creazione di diversi mini-hub sul territorio provinciale e non a un’unica e grande struttura centrale. Si vuole arrivare a gestire una ripartizione dei migranti in piccoli nuclei su tutto il territorio provinciale, puntando così a dare un aiuto concreto e stabile, non solo emergenziale ed assistenziale, agli stranieri in arrivo, e facilitando l’integrazione degli stranieri immigrati nel tessuto sociale del territorio.

La necessità di individuare degli spazi da adibire a centri di accoglienza era stata presentata anche ai sindaci dei comuni brianzoli che non però hanno saputo indicare luoghi idonei a causa dell’emergenza abitativa che costantemente devono affrontare per venire incontro alle esigenze dei cittadini.

“Noi potevamo fare finta di non vedere il fenomeno o affrontarlo e abbiamo deciso di gestirlo” ha dichiarato Concettina Monguzzi, sindaco di Lissone e consigliere provinciale delegato al Welfare, commentando i numeri dei richiedenti asilo in Brianza che parlano di un transito di circa 650 persone sul territorio nell’arco dell’ultimo anno.

“L’accoglienza dei profughi è un dovere di civiltà e di umanità – ha voluto ricordare il Presidente Gigi Ponti – soprattutto in questo momento in cui sulle coste nordafricane si moltiplicano le situazioni di conflitto. Credo che la soluzione individuata possa rispondere alle esigenze di ospitalità garantendo, nel contempo, la necessaria sicurezza. Una scelta doverosa per aiutare i Comuni della Brianza nella gestione dell’emergenza”.

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Contro la delibera però sono già arrivate le prime note polemiche: contrario alla decisione di destinare l'area a centro di accoglienza e smistamento profughi è il capogruppo in consiglio provinciale della Lega Nord Andrea Monti (Leggi qui l'intervento).

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