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Fontana sfida l'opposizione: "Rispondo solo ai lombardi, perseguo il bene dei miei cittadini"

Il discorso del presidente in aula per rispondere alla mozione di sfiducia dell'opposizione

Nessun passo indietro, nessuna intenzione di mollare. È stato un Attilio Fontana deciso e "sul pezzo" quello che martedì pomeriggio si è presentato in aula al Pirellone per rispondere alla mozione di sfiducia presentata - di nuovo - dalle opposizioni e ancora una volta respinta dal consiglio con 47 voti contrari e 30 a favore. 

Nel suo discorso, il presidente della regione ha spinto - come sempre - sull'orgoglio lombardo, sul suo spirito di servizio ai cittadini e non ha risparmiato qualche bordata all'opposizione e al governo, tornando sul pasticcio dei numeri che è costato alla Lombardia una settimana in zona rossa per errore. 

"Un messaggio, chiaro e netto, ai consiglieri dell'opposizione: non sarà certo la vostra ennesima mozione di sfiducia a distrarci dal nostro lavoro", è stato l'esordio, grintoso, del governatore. "In questi ultimi mesi ho affrontato, da presidente della Lombardia, un'emergenza diportata straordinaria. Abbiamo lavorato senza mai risparmiarci, con coraggio e responsabilità, mettendoci sempre la faccia. Certamente, come ho riconosciuto, abbiamo imparato lezioni importanti dalla quotidiana esperienza di questi mesi. In ogni mia azione ho sempre perseguito il bene dei nostri amati cittadini: l'unica cosa che mi sta a cuore", ha proseguito. 

"A cuore chi soffre per il coronavirus"

E ancora: "Proprio per affrontare nel modo migliore la gestione della pandemia e del piano vaccinale e per fronteggiare con tutte le risorse e gli strumenti disponibili l'emergenza economica e sociale, ho deciso di arricchire l'azione della giunta regionale con l'ingresso di tre nuovi assessori, che ringrazio nuovamente per lo spirito con cui, fin da subito, hanno iniziato il loro lavoro", ha continuato Fontana ricordando il mini rimpasto che ha portato al Pirellone Letizia Moratti al welfare, Guido Guidesi allo sviluppo economico e Alessandra Locatelli alle politiche sociali. "Perché, ribadisco, occorre un cambio di paradigma nella nostra azione di governo, l'epidemia ci costringe a ripensare in profondità molti aspetti importanti della vita economica e sociale così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi. Serviva un cambio di marcia, rapido ed efficace: e lo abbiamo messo in atto".

"In Lombardia ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo continuato a lavorare - ha detto ancora il presidente -, avendo innanzitutto a cuore la situazione delle migliaia di persone che soffrono a causa del coronavirus. Perché vorrei ricordare un fatto, il cui senso profondo, nella gazzarra di questi ultimi giorni, è andato forse un po' perduto: i dati sanitari non sono numeri asettici, astratti, ma rappresentano persone in carne ed ossa, di cui bisogna avere cura", l'appello del governatore.

"Questa è una grande responsabilità - ha evidenziato Fontana - e stiamo mettendo in campo tutte le risorse e le progettualità per essere sempre più vicini a chi è malato e necessita di cure ed assistenza sanitaria. Come la vicepresidente Moratti ha già anticipato, siamo in dirittura d'arrivo per la proposta di riforma del sistema sanitario lombardo, che abbia soprattutto come obiettivo un welfare più forte e più vicino alle necessità ed ai bisogni di tutti i cittadini in ogni territorio". 

Il caso zona rossa

Quindi, ecco il passaggio sulla zona rossa e sullo scontro col governo. "Due settimane fa la Lombardia era in zona rossa, in una settimana è passata da arancione a gialla. Non è un caso, un problema reale c'era. Queste evidenze dimostrano che avevamo ragione a sollevare con determinazione una questione così importante come quella del modello di calcolo e degli indicatori utilizzati a livello nazionale per il calcolo del Rt. Decisioni che hanno inciso sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese, e che siamo stanchi di continuare a subire - ha rimarcato Fontana -. La nostra azione ha infatti rilanciato un impegno comune di tante regioni nel chiedere al governo la revisione dei criteri astrusi e incomprensibili previsti nel Docm. È diventata dunque una battaglia comune - ha sottolineato - che vorrei fosse estesa e condivisa anche da tanti sindaci delle nostre città, che in questi giorni hanno fatto sentire forte la loro voce nell'invocare trasparenza e correttezza". 

Il presidente ha poi ribadito che "con forza andremo fino in fondo, anche nelle opportune sedi giudiziarie se necessario, per difendere le ragioni dei cittadini lombardi, dei commercianti, dei ristoratori, dei baristi, degli imprenditori, delle lavoratrici e dei lavoratori, di tutti coloro che sono stati ingiustamente penalizzati da queste scelte e per i quali continueremo a chiedere adeguati ristori e indennizzi. Naturalmente, sempre tenendo alta la guardia e continuando a fronteggiare la pandemia con attenzione e responsabilità, un percorso faticoso che sta dando i suoi frutti per merito degli sforzi e del senso civico dei lombardi". 

"Rispondo ai lombardi"

"Ho l'onore di presiedere il governo della Lombardia, la prima regione del Paese, la locomotiva d'Italia. Ho già avuto modo qualche settimana fa di prefigurare la visione di sviluppo e di crescita che immagino per questa regione: una regione per giovani, sia persone che imprenditori, una regione in grado di fornire opportunità economiche e di crescita umana e professionale, una regione attenta alla sostenibilità e allo stesso tempo socialmente coesa. Questo è l'obiettivo - ha annunciato - questa è la strada su cui continuare a lavorare".

Il presidente ha poi chiesto all'aula consiliare "di respingere la mozione di sfiducia per proseguire il lavoro con consueta determinazione e passione". "Questo è il compito gravoso ed entusiasmante che mi è stato affidato dai cittadini lombardi - ha concluso -, gli unici a cui ogni giorno sono chiamato a rispondere".  

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